Eventi: Tiroide 2.0, in rete per il dialogo e la cura

Giovedì 20 ottobre alle 21, diretta online sul sito Tiroide.com, per raccontare la narrazione della patologia tiroidea.  Medici e specialisti dell’informazione analizzeranno gli oltre 4 mila messaggi inviati in quattro anni di attività  sul sito Tiroide.com.

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15 ottobre – BabyLoss Awareness Day

Il 15 ottobre si celebra la BabyLoss Awareness Day, la giornata della consapevolezza sul lutto in gravidanza e dopo la nascita. Per tutto il mese di Ottobre, in sessanta piazze Italiane, numerosi appuntamenti, culturali, formativi, educativi e divulgativi.

Bbay Loss Awareness Day

Da dieci anni la Onlus CiaoLapo promuove la celebrazione del BabyLoss nel nostro paese.

Dal 2007 ad oggi il numero dei cittadini, delle istituzioni e degli enti che partecipano attivamente alla BabyLoss Awareness Day è cresciuto a dismisura. L’iniziativo di CiaoLapo ha il compito di promuovere la consapevolezza sul complesso e ancora poco conosciuto tema del lutto in gravidanza e dopo la nascita.

Sono 120 gli enti le associazioni e le istituzioni locali e nazionali che quest’anno hanno patrocinato l’evento.

Sul sito italiano dedicato al BabyLoss Month, trovate l’elenco delle iniziative oraganizzate in tutta Italia.

 

Quando è l’uomo ad avere problemi di infertilità

L’importanza dei regolari controlli e della confidenza con la figura dell’andrologo. Non essendoci più l’obbligo di leva, i maschi hanno meno possibilità di scovare patologie latenti.

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A Roma lo spettacolo “Le Difettose”, tratto dal romanzo di Eleonora Mazzoni

“Le Difettose”, spettacolo teatrale tratto dall’omonimo romanzo di Eleonora Mazzoni, arriva a Roma. Appuntamento dal 13 al 15 ottobre al Teatro Biblioteca Quarticciolo e il 21 ottobre al Teatro Del Lido di Ostia.

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Oltre le storie: l’intervista all’autore Eugenio Gardella

Il secondo appuntamento di #oltrelestorie, la rubrica di ParoleFertili dedicata all’approfondimento e alle interviste. Il protagonista di oggi è un uomo, Eugenio Gardella, autore del romanzo “Sei sempre stato qui” edito da Frassinelli, racconto del viaggio fisico e spirituale che lo ha portato a diventare due volte papà.

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Fertilità: per le adolescenti sottoposte a chemioterapia efficace la crioconservazione degli ovociti

Articolo su Popular Science

(Reuters Health) –  Il congelamento degli ovuli può essere un metodo efficace per la conservazione della fertilità a vantaggio delle adolescenti che devono sottoporsi a chemioterapia. Questa ulteriore evidenza a vantaggio della conservazione degli ovuli arriva da uno studio condotto presso l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e pubblicato da Pediatrics.
Per le giovani ragazze con il cancro, l’unica opzione di conservazione della fertilità, al momento della diagnosi, è l’asportazione chirurgica e il congelamento di un frammento di corticale ovarica. Anche se fortemente consigliato, il metodo rimane sperimentale, con una limitata evidenza di successo.

Continua a leggere l’articolo su Popular Science.

Oltre le storie: l’intervista all’autrice Raffaella Clementi

Parte oggi la nostra rubrica #oltrelestorie. Uno spazio di approfondimento, un luogo di incontro, uno scambio di impressioni attraverso interviste ai principali attori delle nostre storie fertili: le persone. La protagonista di oggi è Raffaella Clementi, autrice del romanzo “Lettera a un bambino che è nato”, che ha già donato una storia all’interno della community.

OLTRE LE STORIE DEFINITIVO

L’intervista completa:

Il tuo romanzo “Lettera a un bambino che è nato” racconta la storia autobiografica di una donna lungo il viaggio, che definisci “calvario”, per diventare mamma. Cosa ti ha spinto a raccontare la tua esperienza e a farne un libro?

L’idea del libro è nata casualmente. Doveva essere il regalo per il primo compleanno di mio figlio. Io amo scrivere, l’ho sempre fatto e volevo raccontare a mio figlio la sua storia. Quella mia e del suo papà. Volevo raccontare quanto amore , entrambi, avevamo messo nel cercarlo. Solo in un secondo momento, abbiamo, mio marito ed io, deciso di per rendere pubblico quello che è nato come un diario per il mio bambino. Ho deciso di espormi solo dopo aver aperto il blog che gestisco mammamimmononsolo.blogspot.it. È attraverso il blog, infatti, che ho scoperto che tante altre donne avevano vissuto il mio stesso dolore, la mia stessa rabbia. Molte di loro, come me, vivevano la difficoltà di concepire come un dramma. Perché l’infertilità è un vuoto difficile da gestire. E’ stato allora che ho deciso di condividere con le altre i sentimenti provati, ma anche l’idea di potercela fare. Volevo che la mia esperienza fosse speranza per tutte le altre.
Il tema dell’infertilità viene trattato da molti. Autorevolmente e non, ma raccontare le emozioni senza corazze, condividere sentimenti vissuti, accogliere la sofferenza, è un altro discorso. Credo che parlare sinceramente, ascoltare un dolore che si è conosciuto, aiuti chi sta ancora cercando, a sentirsi meno sola. Io, sono stata una donna fortunata, una di quelle che ce l’ha fatta. Ma non dimentico la sensazione subdola e cattiva di sentirsi inadeguata, di sentirsi, in un certo senso, sbagliata. Normalmente non do quasi mai consigli. Non ne ho per me, figuriamoci per le altre. Credo che la mia migliore qualità sia l’empatia e l’ascolto e la capacità di condividere le emozioni, belle o brutte che siano.

Nel tuo libro affermi che “essere sterili è una frattura che comincia come una crepa lungo le pareti della coppia e provoca la sensazione di essere stati traditi, esc
lusi dall’ordine naturale delle cose”. Quale consiglio senti di dare alle coppie che stanno affrontando lo stesso percorso per mantenere la stabilità, senza farsi sommergere dalla negatività degli eventi?

Premesso che non ho consigli da dare, perché credo che già si è in troppi nelle camere da letto delle coppie che cercano figli che non arrivano, vescovi, ministri ecc, ai quali non ho certo voglia di aggiungermi!. Una sola cosa posso suggerire: di provare a non allontanarsi. Di cercare di stare sulla stessa lunghezza d’onda. Alle donne, sussurro di non sentirsi sbagliate, difettate o in colpa. Di sforzarsi di continuare a vivere la vita e di non farsi assorbire completamente dalla ricerca di un figlio. Di tentare di conservare il senso di integrità e identità rispetto alla mancanza di spazio mentale oltre il progetto, figlio. Il rischio di allontanarsi dal partener e dalla realtà può essere molto alto. Agli uomini, di capire che l’infertilità è la malattia del vuoto, appunto. È senso di inadeguatezza. È sentire di voler dare la vita e non riuscire a farlo. È frustrazione, perdita di sé e del proprio compagno. È il buio, e quindi di comprendere le loro compagne. Fortunatamente mio marito mi ha capita, sostenuta, abbracciata nei momenti bui, senza farmi sentire la sua delusione e le sue paure. È stato solidale, anche se in alcuni momenti, forse, avrebbe desiderato non lasciare che la nostra vita fosse assorbita completamente dalla ricerca di un figlio. Mi sono appoggiata a lui. Lui è stato più bravo di me.


Oggi si sente molto parlare di infertilità. Molto spesso di “infertilità femminile”, di rado “maschile” o, meglio ancora, “di coppia”. Credi che le donne con problemi di fertilità siano ancora stigmatizzate all’interno dell’attuale società?

Altro che! Basta guardare l’oltraggiosa campagna del Fertility day, promossa dalla Lorenzin in questi giorni. Uno schiaffo in pieno volto per tutte le donne. Purtroppo l’idea che una donna per sentirsi realizzata debba avere figli, è ancora preponderante. Senza capire che, questa idea è fondamentale solo per coloro che un figlio lo vogliono davvero. I problemi del nostro paese sono moltissimi. È più facile sensibilizzare l’opinione pubblica con slogan ad effetto, terribile, tra le altre cose, piuttosto che lavorare davvero sulla soluzione dei veri problemi. Mancanza di lavoro, welfare sociale che sostenga le coppie, aiuti in termini di tempo e denaro, orari flessibili, telelavoro e prolungamento dell’assenza in caso di maternità, o semplicemente, asili aziendali. Un esempio? Si spendono soldi per una campagna disatrosa, ma quante campagne ci sono a favore della crioconservazione degli ovuli? Nessuna. Perché è nettamente più facile manovrare le informazioni invece di soffermarsi a comprendere perché le noi donne facciamo figli sempre più tardi e perché l’età biologica non coincide più con quella sociale.

Diventare mamma attraverso PMA. Qual è stata la difficoltà più grande che hai dovuto affrontare durante il percorso di Procreazione Medicalmente Assistita?

Il momento peggiore è stato venire a patti con un sentimento simile al vuoto, alla perdita. Il non riuscire ad avere figli evoca sentimenti profondi, a volte simili al lutto. Ho perso mio padre a quattordici anni appena compiuti e conosco il senso di separazione, di abbandono. Il momento peggiore è stato quando ho vissuto, di nuovo, la sensazione della fine della vita senza la progettualità di un futuro. L’assenza del passaggio di un testimone, tra l’oggi e il domani. Oltre all’incertezza e la perdita del controllo sul tempo e sul mio corpo. L’infertilità cambia la percezione delle cose. Da una parte vorresti che il mondo si fermasse, dall’altra lui continua ad andare avanti per la sua strada e tu fatichi a stragli dietro.

 

ParoleFertili, un incontro per presentare il progetto di storytelling

Martedì a Milano, la conferenza stampa organizzata da IBSA Farmaceutici “Parole Fertili: la scelta naturale”. Un incontro per parlare di infertilità di coppia e del progetto di storytelling ParoleFertili.

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Fertilità: un valore da difendere. Partendo dalle “parole fertili”

A Milano si è parlato di infertilità, fertilità e PMA, e dell’importanza di usare “parole fertili” per promuovere una cultura della prevenzione, una maggiore consapevolezza ma soprattutto per trasformare la PMA in un percorso più personalizzato e meno artificiale.

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Eventi: a Milano un incontro per discutere di infertilità e PMA

In corso la conferenza stampa “Parole Fertili – la scelta naturale“. Focus della mattinata l’infertilità di coppia che, secondo uno studio pubblicato sull’Hasting Centre Report, viene percepita dal 50% delle donne e il 15% degli uomini come l’evento più grave della loro vita. Una difficoltà che genera un forte impatto negativo anche sul piano psicologico, in particolare per le donne.

La conferenza è organizzata da IBSA che dona il suo supporto non condizionante a ParoleFertili, “un nuovo progetto di storytelling, dedicato alla condivisione di storie sulla ricerca di un figlio” come chiarisce Cristina Cenci, antropologa e fondatrice del Center for Digital Health Humanities. “Uno spazio online in cui raccontarsi senza filtri, aperto a tutte le storie, anche le più difficili, anche quelle di chi, senza figli, cerca altre modalità di reinventarsi fertile. Molte donne scrivono, ma molte di più sono quelle che leggono le storie di altre. Al momento tra le nostre storie il grande assente è l’uomo, intrappolato in un silenzio che nasce dal rifiuto del fallimento, che spesso porta anche al rifiuto della diagnosi. La sfida che le storie pubblicate finora ci lanciano è quella di trasformare la PMA in un percorso più personalizzato e meno artificiale. Oggi è infatti vissuto con un senso di grande estraneità e molta sofferenza, anche quando l’esito è positivo”.

Moderatrice della discussione Nicoletta Carbone, giornalista e divulgatrice di Radio24.

I partecipanti:

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Andrea Borini, presidente Società Italiana di Fertilità e Sterilità, SIFES e MR;

Cristina Cenci

 

 

 

 

 

Cristina Cenci, antropologa e fondatrice del Center for Digital Health Humanities;

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Rossella Nappi, professore associato e responsabile del Centro di Ricerca per la Procreazione Medicalmente Assistita della Clinica Ostetrica e Ginecologica del San Matteo di Pavia;

Andrea Salonia

 

 

 

 

 

Andrea Salonia, urologo e andrologo presso l’Ospedale San Raffaele di Milano;

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Giulia Scaravelli, responsabile Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita CNESPS dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS);

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Alessandro Solipaca, responsabile scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.