Smartphone e fertilità: il telefonino danneggia gli spermatozoi?

Una credenza sempre più diffusa è che gli smartphone, se tenuti in tasca, possano letteralmente bruciare gli spermatozoi limitando la fertilità maschile.  In realtà le onde radio emesse dai nostri device avrebbero un’intensità del tutto insufficiente per intaccare l’apparato riproduttivo.

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Cancro e fertilità, le novità per le pazienti

“Procreazione medicalmente assistita. La soddisfazione del desiderio di genitorialità, anche per i pazienti oncologici”. E’ il titolo dell’incontro che si è tenuto lo scorso 15 novembre, al Senato. Ecco cosa è emerso Continua a leggere

Oltre le storie: l’intervista ad Antonella Questa

Lo spazio di oggi della rubrica #oltrelestorie è dedicato ad Antonella Questa, attrice dello spettacolo teatrale “Stasera Ovulo” di Carlotta Clerici con regia di Virginia Martini, produzione LaQ-Prod. Premio Calandra 2009 come Migliore Spettacolo e ad Antonella Questa premio Migliore Interprete Calandra 2009.

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Ciao Antonella, “Stasera ovulo” racconta la storia di una donna over35 che non riesce ad avere un figlio e intraprende un percorso di procreazione assistita. Come nasce l’idea di portare in scena un tema così delicato come quello dell’infertilità femminile?

L’idea è venuta a Carlotta Clerici, autrice del testo e anche mia grande amica. Un giorno mi chiese di leggerlo per sapere che ne pensassi e l’impatto emotivo fu tale che decisi di portarlo subito in scena con la complicità della mia regista Virginia Martini. La storia è ispirata all’esperienza reale vissuta da Carlotta, io, benché abbia avuto un percorso diverso, mi sono sentita coinvolta lo stesso avendo vissuto due aborti spontanei. I meccanismi che scattano nell’ambiente intorno alla donna con difficoltà di restare incinta, sono sempre gli stessi: consigli, sguardi giudicanti, cure mediche di ogni tipo… Sembra ognuno voglia spingere al risultato la donna senza considerare il presente emotivo difficile e delicato che vive. E di cui smette di parlare per vergogna e per disagio.

Vestendo i panni della protagonista, interpreti con ironia un percorso in realtà molto difficile e doloroso nella vita di una donna. Qual è il messaggio chiave che lo spettacolo vuole comunicare?

Lo spettacolo contiene a mio avviso un suggerimento umano molto efficace per tutti: sospendere il giudizio! Per tutti intendo sia le persone vicine alla coppia sia la donna  e/o la coppia stessa. Invece di prodigarsi a consigliare, sdrammatizzare, spingere la donna o la coppia a cure mediche pesanti etc… provare a sospendere il giudizio e star accanto alle persone, ascoltare e basta. In fondo non è un dramma non diventare madri o diventarlo altrimenti. E io posso oggi affermarlo davvero con molta serenità, non avendo potuto avere figli.

La protagonista non rimarrà mai incinta ma scoprirà una maternità diversa con l’adozione di un figlio. Si può essere madri in tanti modi, cosa ti senti di consigliare a tutte le donne alla ricerca di un figlio?

E’ esattamente come scrivi: si può esser madri in tanti modi, aggiungerei che ognuna deve sentire dentro di sé come vorrebbe esserlo, se vuole esserlo. E poi il consiglio più ovvio: parlare. Parliamo tra di noi, chiediamo a chi ci sta accanto di non chiederci una performance. Avere un figlio non è una gara alla fine della quale vinci un premio. E’ l’arrivo di un percorso lungo, di un percorso di coppia, che se si è infertili non è una colpa. Spesso tra l’altro sono gli uomini a esserlo e non le donne, ma su di esse cade il peso del giudizio. A volte mi sono sentita dire da alcune donne a fine spettacolo: “mi sento meno sola”, dagli uomini invece: “non credevo fosse così”. Ho pensato quindi a quanto sia difficile comunicare persino a chi ci sta accanto cosa viviamo profondamente in termini di dolore e paura, quando la gravidanza non arriva. Allora insisto nel dire: accettiamoci, parliamone e non sentiamoci in colpa. Non c’è nessuna ragione di esserlo.

La relazione tra lo Stress e l’infertilità

Negli ultimi tempi diversi autori si sono interessati a studiare il legame che collega l’ infertilità con lo stress: sembra che tra essi si possa instaurare un doppio legame, in cui l’ infertilità stessa si tradurrebbe in una forte stressor per i soggetti che la sperimentano, e a sua volta lo stress stesso, con la sua risposta fisiologica, sembrerebbe interferire con la funzione riproduttiva.

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Gli stress emozionali possono influenzare l’ovulazione e la spermatogenesi e possono creare situazioni di estrema rarità (oligozoospermia) o mancanza (azoospermia) di produzione di spermatozoi. Si può ipotizzare che lo stress psicologico che include alti livelli di depressione o ansia, che consegue una diagnosi di infertilità o dovuto alle invasive tecniche procreative, può a sua volta avere un effetto sulle funzioni biologiche, particolarmente sull’equilibrio endocrino e sulle funzioni sessuali tali da creare un circolo vizioso (Basile, Fasolo, Conversano, Lenzi, 2007)

 

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La maternità modifica la struttura del cervello femminile

In virtù di una serie di meccanismi di tipo antropologico-evolutivo, la maternità porta in dote un cospicuo novero di modifiche strutturali che esulano ampiamente da quei numerosi cambiamenti fisici interno del corpo delle gestanti e che influiscono sensibilmente sulla composizione del carattere materno, dato che lo stato interessante porta in dote una spiccata produzione di testosterone nelle donne, il cui effetto è quello di aumentare l’aggressività delle neomamme al fine di difendere la prole da eventuali minacce esterne.

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Un recente studio condotto dai ricercatori facenti capo all’Università autonoma di Barcellona ha infatti riscontrato che il turbine ormonale che investe le gestanti porta in dote un aumento di materia grigia localizzato nelle aree del cervello preposte , andando a limare la componente egoistica inevitabilmente connessa con l’istinto di sopravvivenza e rendendo le future mamme un po’ più pronte a sacrificarsi per il bene dei loro figli.

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Uomini concepiti con ICSI a rischio infertilità?

Gli uomini concepiti grazie alla tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita chiamata ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo) correrebbero il rischio di andare incontro a loro volta a difficoltà riproduttive, a causa di una ridotta quantità di spermatozoi.
È quanto emerge da uno studio belga pubblicato sulla rivista Human Reproduction.screen_interno_icsi

Secondo i ricercatori, l’ICSI effettuata per grave infertilità da fattore maschile potrebbe portare alla stessa condizione del padre.

I soggetti inseriti nello studio presentavano infatti circa la metà della concentrazione spermatica, e un numero di spermatozoi mobili due volte inferiore rispetto ai soggetti concepiti naturalmente.

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Fertilità maschile: per aumentarla basta una corsetta al giorno

Per la prima volta, uno studio ha cercato di verificare il legame esistente tra l’esercizio fisico e la fertilità maschile. A farlo sono stati i ricercatori dell’Università di Urmia, in Iran, con una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista tematica Reproduction.
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Tra gli effetti positivi di un po’ di movimento ogni giorno, possiamo ora annoverare una novità: basta muoversi o fare una passeggiata per aumentare la mobilità degli spermatozoi e, quindi, incrementare la fertilità maschile e la possibilità di concepire.

Fertilità maschile: sempre più bassa

I casi di diminuita fertilità maschile o femminile sono sempre più numerosi e molto spesso, nonostante l’evoluzione della scienza, è difficile porvi rimedio. Le cause delle difficoltà di concepimento di così tante coppie nel mondo industrializzato sono difficili da inquadrare; probabilmente sono legate agli stili di vita moderni e, stando alle ultime ricerche, anche ad un aumento della sedentarietà.

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Batteri in utero: un dogma che crolla. Con possibili conseguenze cliniche

Sembra proprio che varie popolazioni microbiche popolino l’endometrio, la superficie di rivestimento interno dell’utero. E in caso di fecondazione in vitro, il tipo di batteri presenti potrebbe influenzarne l’esito.

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GRAVIDANZA E DINTORNI – L’interno dell’utero non è sterile: ci sono batteri anche lì. E in chi si sottopone a fecondazione in vitro questi batteri potrebbero avere molto a che fare con il successo o l’insuccesso della tecnica. A dirlo sono i risultati di un piccolo studio – preliminare ma significativo – pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology da un gruppo di ricercatori spagnoli, afferenti per lo più a vari centri privati di PMA (procreazione medicalmente assistita).

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Quando l’infertilità è maschile: la storia di Anna e Roberto

A vederla dall’esterno, Anna ha una vita desiderabile. Felicemente sposata con Roberto, un uomo sano e affascinante, una casa accogliente e un lavoro sicuro.  Ma c’è un vuoto devastante e silenzioso nella loro vita: dopo due anni di tentativi non sono ancora riusciti ad avere un bambino.

Per più di un anno Anna si è sottoposta a numerosi esami senza venirne a capo. Apparentemente, nessun problema, infertilità inspiegata? I due, stanchi di non trovare una risposta ai loro problemi, decidono di rivolgersi ad un medico specializzato in infertilità per sentire un secondo parere. E’ solo lì che iniziano gli esami anche per Roberto, fino a quel momento quasi del tutto ignorato da un punto di vista mediinfertilita-di-coppia-padovaco. Roberto si sottopone ad alcuni test che evidenziano un basso numero di spermatozoi. Dopo un anno e mezzo, i due hanno individuato la causa e possono iniziare il percorso terapeutico più adeguato.

Questa storia è solo un esempio di come, tuttora, quando si parla di infertilità si tende a concentrarsi soprattutto sulla donna, vista come unica protagonista dell’atto del concepimento.

Eppure, l’infertilità colpisce gli uomini quanto le donne. Secondo il Registro Nazionale di PMA, “la fertilità maschile ha subito una significativa riduzione”. Numerosi studi dimostrano che la percentuale di milioni di spermatozoi per millilitro si sarebbe quasi dimezzata negli ultimi 50 anni. Per questo motivo circa il 35% dei casi di infertilità ha una causa maschile. (fonte ISS)

L’infertilità maschile rappresenta un problema non solo sanitario ma anche sociale: recenti studi  hanno sottolineato che 1 giovane su 3 in Italia è a rischio di infertilità, confermando l’evidenza di un problema non solo sanitario ma anche sociale ed economico . Risulta fondamentale quindi una strategia preventiva e di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai giovani sui comportamenti e stili di vita che possono avere risvolti negativi sulla fertilità e la salute sessuale.

La storia di Anna e Roberto vuole ricordare a tutte le coppie in cerca di un figlio che l’infertilità è un problema di coppia, da affrontare insieme. Fare squadra aiuterà ad affrontare il problema con più serenità, abbracciarsi e sostenersi a vicenda senza accusare l’altro di eventuali fallimenti. L’infertilità non è una colpa, non è una sconfitta e sopratutto, non è una condizione di cui vergognarsi.

Arriva la AndroApp, per parlare di salute sessuale agli adolescenti

Dalle infezioni sessuali alle cause di infertilità, dal calo del desiderio ai contraccettivi. Il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Roma La Sapienza, in collaborazione con la Società di Andrologia e Medicina della Sessualità e la Fondazione Amico Andrologo hanno elaborato un’app sulla salute sessuale maschile.

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