Oltre le storie: intervista a Carolina Sellitto

 

Lo spazio di oggi della rubrica #oltrelestorie è dedicato a Carolina Sellitto, autrice del libro “Sul Nascere” pubblicato dalla casa editrice C1V Edizioni.

 

 

sul nascere copertina

 

 

 

 

 

 

sellitto fotoCiao Carolina, Sul Nascere è un monologo teatrale, che ha come protagonista il professore Andrea Pozzi, che tiene lezioni di fecondazione assistita all’università di medicina. Parallelamente narri la storia di Serena e Luca, che non riescono ad avere un figlio e ricorrono alla PMA.  Da dove nasce l’idea di mettere in scena una tematica così delicata come quella della fecondazione assistita?

Nasce proprio, come giustamente sottolinei tu, dall’intento di far conoscere anche a chi non è mai stato a contatto con questo tipo di problemi, la delicatezza con la quale bisogna affrontare il problema dell’Infertilità. Sono embriologa presso l’Ospedale di Marcianise e alla Fisiopatologia della Riproduzione il mio direttore, dott. Bruno Ferraro ed io abbiamo in visita solo coppie che hanno questo tipo di problemi. La delicatezza è fondamentale quando si ha a che fare con il desiderio ancora non realizzato, di volere un figlio. La natura, i nostri sentimenti, la Felicità, il Futuro, tutto spinge alla procreazione e quando questo non succede ai mancati genitori sembra cadere il mondo addosso. Ecco mi premeva portare alla consapevolezza di tutti questo stato d’animo. E mi piaceva portare contemporaneamente sul palco anche un  mondo fatto di tecnica e scienza.

Scienza, arte e letteratura. Sul Nascere è l’intento di combinare insieme questi tre ingredienti. Perché questa scelta?

Credo fermamente che la Scienza sia alquanto bistrattata. E più facile credere, per la maggior parte delle persone purtroppo,  in ciò che non è comprovato che in quello che è stato accertato. Fa meno paura l’incerto, perché forse si può modellare a proprio piacimento. A questo punto mi sono ripromessa di diffondere la scienza e farla amare non solo per i risultati che dà, ma anche per la mentalità che ciascuno di noi può acquisire nel “frequentare” gli scienziati, nell’ascoltarli, nel sentirli parlare delle loro scoperte e di come ci siano arrivati… anche la loro storia personale talvolta ci insegna molto sulla Scienza. Nei miei romanzi si allude sempre a essa, e così nei miei testi teatrali, ultimo appunto Sul Nascere che è l’esperimento più forte.  Ed è anche emotivamente coinvolgente con un finale completamente spiazzante. E’ in progetto di portarlo al Parioli a Roma, ma anche in Gran Bretagna, infatti c’è la traduzione Inglese del prof Mark Pattenden. Vorreri realizzare tutti questi progetti. Nel frattempo ho ideato una trasmissione Facebook (unico caso al mondo) Oxygen. Con  Oxygen  il mio coautore, prof. Giovanni Brancaccio docente di Scienze al liceo Quercia di Marcianise, ed io intervistiamo scienziati da ogni parte del mondo. Tutto alla presenza degli studenti del liceo diretto dal prof. Diamante Marotta, i quali verso gli scienziati o i ricercatori fanno un vero e proprio tifo da stadio, come è giusto che sia! Tutti i nostri ospiti ne rimangono molto favorevolmente colpiti. Proprio in queste ore è comparso un bellissimo articolo che parla di Oxygen. E siamo riusciti ad avere anche l’attenzione del Sindaco di Marcianise, Antonello Velardi, il quale è un vero amante del progresso. Ha accettato un intervista su Oxygen che ha confermato come, dietro il miglioramento di una città, ci debba per forza essere alla guida un uomo che ami la Scienza. Anche per amare l’Arte bisogna amare la Scienza. Questo concetto mi piacerebbe approfondirlo. Le dirò di più: l’unica garanzia per essere onesti è avere una mentalità scientifica. Non dipende dalla corrente politica. La scienza, infatti, è oggettività.

Il libro termina con una lettera aperta, come un invito per i lettori a riflettere sulla tematica della  fecondazione assistita, da qui l’idea del termine Embryositter. Cosa sta a significare esattamente?

Si è giocato da anni, e si gioca ancora purtroppo, con termini quali Mamma Surrogato, Utero In Affitto, che tendono a rendere equivoco e squallido un concetto che di per se è bellissimo. Ecco utilizzando il termine Embryositter tutto diventa più chiaro. E anche delicato, come diceva lei all’inizio, le pare?

 Oltre ad essere scrittrice, sei principalmente una donna di scienza, un’embriologa. Sicuramente ti saranno capitati molti casi di coppie che ricorrono alla fecondazione assistita, che consiglio daresti a chi oggi intraprende questo percorso?

 Mando un messaggio chiaro: se volete un figlio tentate.  La nostra è una struttura pubblica e si paga solo il ticket, chi viene da noi è fortunato perché non deve affrontare cifre enormi. Detto questo, e sperando che sia concesso a tutti la possibilità di provare a coronare il proprio sogno senza affrontare costi inaccessibili, io dico: tentate. E ascoltate soprattutto i consigli dello staff: medico, embriologo. Affidatevi a loro. E ricordate che uno stile di vita sano aumenta notevolmente la probabilità di avere un bambino. L’alimentazione e lo sport sono fondamentali. E naturalmente leggete Sul Nascere e incominciate, per chi ancora non lo fa,  a rispettare e ad amare la Scienza.

 

Carolina Sellitto manda inoltre un caloroso apprezzamento a Cinzia Tocci e alla C1V Edizioni per la professionalità e la competenza dimostrate.

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