EVATAR, l’apparato genitale femminile diventa un chip

Sembra un hardware ma è una fedele riproduzione biologica dell’apparato riproduttivo femminile, ottenuto in laboratorio con campioni di cellule e tessuti umani; sviluppato dai ricercatori della Northwestern Medicine, EVATAR (da Eva + Avatar) ci permetterà di studiare meglio i tumori cervicali, testare contraccettivi, indagare sulle cause degli aborti e dell’infertilità.

 

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Com’è fatto?

 Il chip è composto da una serie di scomparti contenenti colture cellulari prelevate dalle diverse parti dell’apparato riproduttivo femminile: ovaie, tube di Falloppio, utero, cervice ed anche una coltura di fegato, necessaria per trasportare ormoni e per consentire al chip di “metabolizzare” i farmaci che saranno testati.

Quanto ai tessuti invece sono stati prelevati da donne durante piccoli interventi, tranne per le ovaie che sono di topo dal momento che raramente si prelevano tessuti di ovaie sane dalle pazienti; piccoli tubicini collegano i moduli permettendo così il trasporto dei fluidi.

 

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