Oltre le storie: intervista a Margherita Riccio

Oggi per la rubrica #oltrelestorie incontriamo Margherita Riccio, psicologa e psicoterapeuta familiare, autrice del libro “La cicogna distratta, Il paradigma sistemico-relazionale nella clinica della sterilità e dell’infertilità di coppia” edito da Franco Angeli Edizioni, che tratta del tema dell’infertilità osservata da una prospettiva relazionale e intergenerazionale.

Ciao Margherita, nel tuo libro affronti il tema dell’infertilità concentrandoti sull’implicazione di determinati fattori psicologici. Quanta rilevanza possiedono tali fattori nel processo di fecondazione assistita?

La cicogna distrattaL’influenza degli aspetti psicologici su quelli fisici, è ormai nota anche se purtroppo ancora non se ne conosce l’entità: basti pensare che un terzo dei concepimenti avviene durante la fase degli accertamenti diagnostici per l’infetilità o durante il periodo di attesa delle procedure di PMA, come se la possibilità di affidarsi al medico riducesse di per sé le ansie e le preoccupazioni della coppia. Il servizio “la Cicogna Distratta” che ho creato nell’Istituto di Terapia Familiare di Firenze, grazie al Prof. Rodolfo de Bernart e presso l’Istituto di Terapia Familiare di Empoli, grazie alla dott.ssa Conny Leporatti, nasce oltre che per rispondere in modo umano, scientifico e relazionale ai bisogni delle coppie che desiderano un figlio che tarda ad arrivare e/o che affrontano un percorso di fecondazione assistita, anche per studiare e comprendere proprio l’entità dell’influenza degli aspetti psicologici implicati, in particolare quelli relativi ai rapporti familiari. Posso dire che compito della coppia è quello di costruire un “nido” solido che possa facilitare dal punto di vista psicologico il concepimento; è molto importante che i due partner possano sentirsi sereni e pronti ad accogliere il bambino sia individualmente che in coppia. Costruire un buon nido significa intrecciare i propri “rametti” con quelli del partner affinché ci si possa sentire sostenuti e protetti; i ramoscelli, infatti, devono proteggere dalle avversità climatiche e dai predatori, che mettono in pericolo la struttura del nido! La costruzione del nido è un processo che chiama in causa i rapporti di ciascun partner con le proprie famiglie d’origine e la regolazione dei rapporti della coppia con il mondo esterno. Quanto più un nido sarà solido, tanto più gli stress legati al percorso di fecondazione assistita potranno essere superati e tanto più, se il desiderio del figlio non dovesse essere coronato da successo, sarà più facile accogliere nel nido un altro progetto generativo per la coppia.

La “Cicogna Distratta”, oltre ad essere il titolo del tuo libro, è anche il nome del Servizio di Consulenza e Psicoterapia per la Sterilità e l’Infertilità rivolto all’Individuo e alla Coppia. Come è nata l’idea di offrire questo tipo di servizio?

L’idea di creare un servizio specifico per l’infertilità di coppia (che è anche il primo in Italia nato all’interno di un Istituto di Terapia Familiare), nasce dalla mia esperienza personale di donna e di coppia che ha affrontato un percorso di fecondazione assistita, che ha portato alla nascita del mio primo bimbo. Durante il percorso di fecondazione assistita intrapreso con mio marito mi sono accorta delle mancanze dal punto di vista psicologico nel territorio: la coppia vive una profonda solitudine e spesso non sa con chi parlare. Gli operatori che incontrano la coppia frequentemente non sono preparati dal punto di vista psicologico sulle dinamiche della coppia che vive la mancanza di un figlio e/o che affronta un percorso di fecondazione assistita: manca una cultura “relazionale” del processo della PMA. Avere una cultura delle relazioni non significa soltanto mettere la coppia (e non la donna!) al centro del percorso di PMA ma poterla guardare nella complessità del suo progetto esistenziale: significa tenere presente la fase del ciclo vitale in cui si trova; conoscere le dinamiche che si possono innescare tra i partner durante la preparazione, il trattamento, l’attesa; avere presente l’importanza del contesto allargato nel quale la coppia è inserita e la qualità dei rapporti dei partner con le famiglie d’origine; conoscere i meccanismi difensivi e l’impatto devastante che può avere un fallimento; sapere che per accogliere un bambino, ci vuole un nido, fatto di condivisione e di sostegno reciproco. Spero che il mio libro e il mio metodo di lavoro con le coppie, apra un dialogo clinico che tuttora è quasi assente in questo settore e che sia seguito e approfondito da tanti altri colleghi.

Quali sono le attività intraprese nell’ambito del Servizio di Consulenza?

La Cicogna distratta offre:

Colloqui psicologici di sostegno individuale e/o di coppia

Psicoterapia individuale e/o di coppia

Consulenza sessuologica

Gruppi di ascolto e laboratori esperenziali

Attività formativa

Attività di ricerca

Nel sito www.lacicognadistratta.it si possono reperire informazioni utili sul nostro metodo di lavoro di orientamento sistemico-familiare.

 Cosa consiglieresti alle coppie che vivono una condizione di infertilità?

Consiglierei innanzitutto di non averne paura, perché è un problema diffusissimo legato a tanti fattori, tra i quali quelli climatici e ambientali che hanno influito negativamente sulla nostra capacità di procreare e lo spostamento in avanti dell’età in cui si diventa genitori a causa dei cambiamenti sociali e culturali dell’ultimo secolo. La famiglia nucleare ha soppiantato quella allargata, l’emancipazione femminile ha portato le donne ad aspirare maggiormente alla propria realizzazione professionale, la crisi economica unita al diffondersi di una cultura basata sempre più sul benessere individuale ha portato i partner a farsi sempre più domande sulle concrete possibilità da offrire al proprio bambino: tutto questo ha contribuito da un lato al forte calo delle nascite che si registra nei paesi industrializzati, in particolare nell’Europa Occidentale, dalla metà degli anni Sessanta, dall’altro al crescere della discrepanza tra il tempo del corpo biologico e la scelta del momento giusto. Consiglierei inoltre di non isolarsi, di chiedere informazioni ai centri di fecondazione, alle associazioni, a persone che hanno fatto percorsi simili, perché l’informazione è necessaria per la consapevolezza, è importante nell’intraprendere questo percorso ed è anche antidoto per le preoccupazioni e per l’ansia. Consiglierei, inoltre, di cercare un medico con cui ci si trovi bene e dal quale ci si senta capiti, perché è molto importante sentire di potersi affidare alla persona giusta. Non esiterei a cercare un sostegno psicologico che possa accompagnare nelle varie fasi del percorso di PMA, sia perché può non essere facile da affrontare dal punto di vista emotivo, sia perché un terapeuta esperto in infertilità può aiutare i partner a creare le condizioni ottimali, personali e di coppia, per favorire il processo di fecondazione e non ultimo, affinché sia possibile proteggere la coppia dall’ impatto delle possibili delusioni e dei fallimenti. Un percorso di fecondazione assistita può rappresentare una grande occasione di crescita per il rapporto di coppia quando i due partner riescono a trasformare la propria fatica in un confronto costruttivo e affettivo su loro stessi e sulla loro relazione.

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