Orientarsi nell’infertilità maschile tra bufale e faciloneria

Assodato che bypassare lo specialista nella gestione di qualsiasi malanno è diventata pratica comune da che esiste una ipermegaenciclopedia di immediato accesso a costo zero, l’idea è di fornire qualche spunto di riflessione basato sulla evidenza agli irriducibili del fai date.

Ciò non significa che una volte lette queste poche righe avrete un diploma di specializzazione ma che, forse, si possa insinuare legittimo dubbio sul fatto che evitare cavolate macroscopiche sia perlomeno possibile. Solo qualche giorno fa una donna con una grossa tumefazione al seno, si è presentata dall’oncologo. Ovviamente in estremo ritardo e con feroce probabilità di essere già piena di metastasi ha affermato tranquillamente che le caratteristiche della tumefazione, secondo le informazioni trovate in rete, sarebbero state quelle di un tumore benigno.

L’infertilità maschile si pensa erroneamente non faccia, di solito, morti e feriti ma solo coppie sterili le quali non saranno però propriamente felici. Il fatto che in circa il 4% degli uomini infertili si trovi una patologia maggiore potenzialmente letale è un dato di fatto che dovrebbe far riflettere.

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