Fino a che punto possiamo fidarci delle app che registrano la fertilità?

Ne esistono tante e si basano su metodi diversi, ciascuno con i propri livelli di efficacia. Ma quanto sono efficaci questi metodi come metodi contraccettivi presi singolarmente?

Un’app contraccettiva è finita al centro delle cronache per la segnalazione da parte di alcuni ospedali svedesi in seguito ad alcune gravidanze indesiderate collegate al suo utilizzo. Dai media sono stati riportati 37 casi, 51 sono invece quelli di cui si parla nel comunicato ufficiale dell’azienda produttrice, la Natural Cycles, la quale promette di rispondere in materia per ciascuno di quelli segnalati alla Medical Product Agency (Mpa), l’agenzia per il controllo di farmaci e dispositivi medici svedese. Ma Natural Cycles ha da subito precisato anche come, a dispetto degli strilli dei giornali e della sua stessa certificazione europea rivendicata, nessun metodo contraccettivo è efficace al 100%.

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Conception – Sei madri, sei storie

L’arrivo di un figlio cambia la vita di una donna e mette di fronte a sfide sempre più difficili. Repubblica.it, attraverso una mini serie di sei diverse storie dal titolo “Conception – Sei madri, sei storie” racconterà  settimanalmente sentimenti e riflessioni molto diversi sulla vita delle donne durante la gravidanza: c’è la mamma che si trova a crescere da sola il suo bambino e c’è il padre biologico che si sente madre, c’è la depressione post parto, la giovane che non può avere figli mentre la sorella è incinta. C’è la vita.

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La carenza di iodio riduce le probabilità di rimanere incinta

Le donne che pianificano una gravidanza dovrebbero controllare i livelli del minerale.

Pesce, sale iodato, frutta e verdura e, se non basta, integratori. È così che si colma la carenza di iodio. Lo dovrebbero tenere presente le donne che hanno intenzione di rimanere incinta perché, secondo un nuovo studio dei National institutes of Health, i livelli bassi del minerale possono allontanare le probabilità di una gravidanza.

I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da 500 coppie che avevano pianificato la nascita di un figlio tra il 2005 e il 2009. Gli aspiranti genitori facevano parte di uno studio chiamato Longitudinal Investigation of Fertility and the Environment (Life), nato con lo scopo di indagare l’associazione tra fertilità, ambiente e stile di vita.  Tutte le donne coinvolte nello studio (467) erano state sottoposte inizialmente a esami per valutare i livelli di iodio. Le analisi avevano dato i seguenti risultati: 260 donne (55.7%) avevano iodio a sufficienza, 102 (21,8%) mostravano una lieve carenza, 97 (20,8%) una moderata carenza e 8 (1,7%) una grave carenza.

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Che cos’è l’endometriosi e come si affronta

Un disturbo poco conosciuto e difficile da riconoscere.

Workshop “IN-fertilità, questione di un trattino”

Le parole sono importanti. Quando parlano delle persone lo sono ancor di più.
Dico una parola e improvvisamente mi arrivano immagini, pensieri, emozioni.
In questa breve esperienza, proveremo ad entrare nell’universo sensoriale che la parola IN-fertilità genera in ognuno. Dando importanza alle parole. Che curano.
Con Fabio Specchìulli, workshop di sensibilizzazione sul tema dell’infertilità e sull’uso della parola nella nostra società.
Giovedì 25 Gennaio 2018 ore 20.00 A Roma presso Koinè – Via Tigrè 77 – 00199 – Fermata Libia Metro B1
Incontro gratuito previa prenotazione

info@koine-gestalt.it

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Gli effetti psicologici dell’infertilità maschile

La letteratura dedica ampio spazio alle ripercussioni psicologiche dell’infertilità femminile. Ma cosa prova l’uomo con diagnosi di infertilità maschile?
Psicologicamente l’ infertilità maschile e femminile crea una condizione che può essere definita come una “crisi di infertilità”. Tale stato provoca sensazioni di perdita di salute, perdita di autostima, sentimenti di lutto, depressione e di colpa. Creando condizioni sociali di isolamento e problemi nella vita lavorativa della persona.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’ infertilità maschile come l’incapacità di ottenere un concepimento dopo almeno dodici mesi di rapporti sessuali regolari con una donna fertile, senza utilizzare alcun metodo anticoncezionale.

Si parla di infertilità primaria quando l’ uomo non ha mai indotto una gravidanza mentre si parla di infertilità secondaria quando l’uomo ha già indotto una gravidanza.

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La fertilità è anche una questione di fiuto. Molecole olfattive presenti sugli spermatozoi

Gli spermatozoi sono capaci di “odorare” poiché possiedono numerosi recettori olfattori simili a quelli contenuti nella mucosa olfattiva del naso che servono a riconoscere e distinguere gli odori. Presenti sulla superficie dello spermatozoo, questi recettori svolgono un importante ruolo sia nella maturazione, sia nell’attivazione spermatica e nel processo di fecondazione dell’ovocita.

È questo il risultato di uno studio condotto da ricercatori del Policlinico A. Gemelli di Roma pubblicato «Nel nostro studio l’applicazione di moderne piattaforme di proteomica (per studiare le proteine umane) ha consentito di identificare ben otto differenti recettori olfattori presenti come frammenti nel liquido seminale ed espressi sulla superficie dello spermatozoo, nei tubuli seminiferi del testicolo e nell’epididimo», ha spiegato Alfredo Pontecorvi, Direttore dell’Istituto Scientifico Internazionale “Paolo VI” – ISI e dell’Area di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo del Policlinico A. Gemelli di Roma. «I nostri dati evidenziano inoltre un ruolo importante per questi recettori poiché essi consentirebbero allo spermatozoo di fiutare le sostanze chimiche rilasciate dall’ovocita e di dirigersi verso di esso allo scopo di fecondarlo». sulla rivista scientifica Frontiers in Endocrinology.

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Aborto: per la prima volta sotto i 60 mila per le italiane

Relazione ministero Salute, confermato trend in diminuzione. Ragazze italiane ricorrono di meno all’interruzione.

In diminuzione le interruzioni di gravidanza volontarie, per la prima volta il valore scende al di sotto dei 60.000 per le cittadine italiane. Emerge dalla relazione annuale del Ministero della Salute sull’applicazione della Legge 194 del 1978. L’andamento in calo segue la tendenza degli ultimi tre anni, anche se è di entità minore rispetto al 2014 e in particolare al 2015. Il dato fornito dalla Relazione riguarda il 2016 ma la rilevazione è proseguita fino a ottobre 2017 per completezza dei dati. Il numero di aborti eseguiti riferito dalle Regioni è stato di 84˙926, in calo del 3.1% rispetto al 2015, anno in cui fu registrato un -9.3%. Dato più che dimezzato rispetto ai 234˙801 del 1982, anno in cui fu riscontrato il valore più alto in Italia. Il rapporto di abortività, ossia il rapporto tra il numero di aborti volontari su 1000 nati vivi, è di 182.4, con un decremento pari a 1.4% rispetto al 2015, quando il valore fu di 185.1. Da considerare che in questi due anni i nati sono diminuiti di 7.910 unità.

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Fecondazione assistita: ancora molti ostacoli

Non c’è ancora chiarezza e uniformità sulle leggi che regolano la Fecondazione assistita: ogni Regione segue procedure autonome creando confusione e disparità tra i cittadini.

La fecondazione assistita per le coppie infertili non è ancora nei Livelli essenziali di assistenza. I nuovi Lea, entrati in vigore nella primavera del 2017, avrebbero dovuto garantire un accesso omogeneo e gratuito alla Pma in Italia. A oggi invece non esiste ancora un accordo sulla tariffa di rimborso alle strutture sanitarie che erogano le prestazioni, perché la cifra proposta, pari a circa mille euro, viene ritenuta insufficiente per un pareggio di bilancio, che i centri pubblici non riuscirebbero a sostenere.

Con abuso ibuprofene a rischio fertilità maschile

L’abuso di ibuprofene mette a rischio la fertilità maschile. L’uso eccessivo della molecola provoca, infatti, ‘ipogonadismo compensato’ oltre ad essere causa di disturbi come la perdita di tenore muscolare, disfunzione erettile e affaticamento. Sono i risultati di uno studio francese realizzato su giovani sportivi (categoria che utilizza particolarmente questo farmaco) dai ricercatori dell’Inserm e pubblicato su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences).

Gli studiosi hanno seguito 31 sportivi di età compresa tra i 18 e i 35 anni e, contemporaneamente, hanno esposto – in vitro – tessuto testicolare umano alla molecola. Hanno così dimostrato che con dosi importanti e prolungate del farmaco (1.200 mg al giorno per 6 settimane) nei giovani maschi si hanno effetti gravi. Si evidenziano, infatti, condizioni riscontrabili, in genere, solo nel 10% degli uomini anziani, associate a rischi elevati per la salute riproduttiva.

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