Rischio infertilità più alto per le donne che soffrono di asma

Manca ancora la pistola fumante, ma il sospetto è molto forte

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È il limite di tutti gli studi osservazionali: si riesce a dimostrare che esiste un legame tra due fenomeni ma non si può stabilire tra loro un principio di causa ed effetto. Vale anche per un recente studio danese presentato al Congresso della European Respiratory Society che ha evidenziato una insospettata associazione tra asma e infertilità senza però poter affermare che la prima sia la causa della seconda.

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“Questa sono Io”: presentazione del libro di Antonella Questa

Due drammaturgie che raccontano l’animo, il corpo e la vita delle donne in due circostanze differenti, ma reali o potenziali, con un piglio umoristico e amaro.
In Vecchia sarai tu, una donna di ottant’anni si ritrova in ospizio contro la propria volontà. Una caduta, qualche giorno in ospedale, il figlio lontano, una nuora avida, la nipote che non ha mai tempo, quindi la soluzione migliore per tutti: la casa di riposo. Per tutti, ma non per lei, che invece vuole scappare, costi quel che costi. Un viaggio alla scoperta di come tre donne vivono la loro età e l’avanzare inesorabile del tempo.
Svergognata ci racconta invece la storia di Chicca, una donna per bene con una bella casa, un marito, due figli, la filippina… una vita perfetta per lei, fino a quando non scopre che lo smartphone di suo marito contiene messaggi e foto osé di decine di “svergognate”. Tra i consigli delle amiche e i giudizi della madre, Chicca è pronta a tutto pur di riconquistare lo sguardo di lui, ma alla fine sarà proprio lei a guardarsi con occhi nuovi.

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Martedì 19 settembre alle 18, presso la Libreria Testaccio, Antonella Questa, attrice e regista, presenterà il suo libro “Questa sono io”, edito da Caracò nella Collana “Teatri di Carta”, diretta da Emanuele Tirelli. La scrittrice Eleonora Mazzoni condurrà l’incontro con l’autrice.

Endometriosis 2017: congresso internazionale a Castel dell’Ovo Eventi a Napoli

Sarà il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ad inaugurare, il 14 settembre alle 8.30 negli spazi di Castel dell’Ovo, Endometriosis 2017: il congresso internazionale di chirurgia ginecologica che ha attirato ben mille professionisti da 52 Paesi che fino a domenica si confronteranno sul tema dell’endometriosi una delle principali cause di infertilità femminile. “
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Prevenzione: paternità raddoppiabili

L’80 per cento delle patologie andrologiche che potrebbero incidere sulla fertilità si sviluppa in infanzia o adolescenza. Il drastico calo di questi anni è il risultato di stili di vita sempre più spesso sbagliati. Preoccupano le malattie sessualmente trasmesse.

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Gli uomini si stanno avviando a una lenta e inesorabile perdita della capacità di avere figli per vie naturali? A giudicare dai dati, la preoccupazione parrebbe lecita: qualche decennio fa l’eiaculato conteneva in media 120 milioni di spermatozoi per millilitro, oggi siamo a meno della metà. La fertilità maschile si “decide” da piccoli, visto che l’80 per cento delle patologie andrologiche che potrebbero incidere sulla fertilità si sviluppa in infanzia o adolescenza, e il drastico calo di questi anni è il risultato di stili di vita sempre più spesso sbagliati. La buona notizia è che circa la metà dei casi di infertilità nell’adulto si potrebbe evitare con una buona prevenzione e su questa puntano tutto gli andrologi, come spiega Bruno Giammusso della Commissione Scientifica Sia: «La fertilità maschile dipende da fattori congeniti e ambientali: fra i primi c’è senz’altro il criptorchidismo, la mancata discesa dei testicoli nello scroto, ma basta una visita nel neonato per accorgersene e intervenire scongiurando problemi futuri. Un secondo controllo del maschio è opportuno nella pubertà, intorno ai 14-16 anni, per valutare la presenza di varicocele».

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Un figlio dopo il cancro

Non si può immaginare quante donne desiderino un bambino dopo un cancro. In Italia si contano 30 nuovi casi di tumore al giorno in pazienti con meno di 40 anni.
Ne ho parlato nel libro Il bene delle donne, che firmo con Paolo Veronesi, direttore della divisione di senologia chirurgica allo IEO (e presidente della Fondazione Umberto Veronesi). Mi sembra doveroso riportare qui il brano del saggio, perché un numero ancora esiguo di pazienti ricorre ai trattamenti di oncofertilità. Il campo è in espansione, bisogna passare le informazioni sulle possibilità offerte dalla disciplina che riunisce oncologia e ginecologia.

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Cancro, farmaco potrebbe evitare l’infertilità causata dalle cure

Secondo uno studio condotto da un team di ricerca della Cornell University e pubblicato sulla rivista Genetics, sarebbe possibile “proteggere” gli ovociti dalle radiazioni o dalle terapie chemioterapiche preservando la fertilità femminile. 

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Le donne che subiscono trattamenti per la cura del cancro a base di radiazioni e alcuni farmaci chemioterapici rischiano sensibilmente di diventare sterili. Secondo uno studio della statunitense Cornell University del 2006, quasi il 40% delle pazienti che riescono a debellare il tumore al seno riscontrano un danno ovarico precoce che spesso porta all’infertilità. Una nuova ricerca, però, ha dimostrato che alcuni farmaci già esistenti, utilizzati in maniera poco efficace proprio nel trattamento di alcuni tumori, potrebbero salvare la fertilità femminile di donne sottoposte a cure anti-cancro.

Come funzionano

Lo studio, condotto da un team di ricerca della Cornell University e pubblicato sulla rivista Genetics, ha preso in esame il comportamento della proteina denominata Chk2, partendo dal presupposto che sia una dei responsabili dell’infertilità nelle donne sottoposte a trattamenti anti-cancro. È stato dimostrato, infatti, che l’attivazione di questa proteina, che entra in azione quando gli ovociti sono danneggiati dalle radiazioni, comporta l’eliminazione delle cellule uovo il cui Dna risulta danneggiato. Con il loro studio, però, gli scienziati della Cornell University hanno dimostrato che nei topi è possibile inibire la Chk2 chimicamente, attraverso un farmaco che permette agli ovociti di rimanere fertili. “Esistono dei farmaci che sono stati sviluppati ironicamente proprio per il trattamento del cancro – spiega John Schimenti autore senior dello studio – che sono risultati essere dei perfetti inibitori della Chk2″.

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Infertilità maschile

Nel nostro paese ogni anno si formano circa 450 mila nuove coppie, tra matrimoni e convivenza di fatto. Considerando che il 20-25 per cento di coppie ha problemi di infertilità, si può stimare che ogni anno in Italia 90 mila nuove coppie con difficoltà riproduttive si vengono ad aggiungere a quelle degli anni precedenti non trattate e con terapie in corso. Siccome la sterilità è una malattia che può durare anche per un ventennio, si stima che oggi in Italia più di 1.000.000 coppie (vale a dire circa 2.000.000 persone!) siano sterili.

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In considerazione del fatto che il 40 per cento della sterilità è imputabile a problematiche andrologiche e il 20 per cento a problematiche di coppia si stima che circa 1.000.000 uomini siano affetti oggi da sterilità maschile. Se si calcola che in Italia ci sono 7.000.000 di individui maschi in età riproduttiva, si può sicuramente affermare che nel terzo millennio un italiano su dieci sia sterile.

Ne consegue quindi che l’infertilità maschile sia sicuramente da annoverarsi tra le malattie sociali, in considerazione anche del fatto che la problematica riscontrata nel maschio investe psicologicamente anche la moglie e quindi i dati su esposti vengono inesorabilmente a raddoppiarsi.

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Con la morte di mia figlia sono diventata madre di me stessa

Una gravidanza perfetta, fortemente voluta a 42 anni. Una bimba sana, fino alla nascita. Ma vissuta solo 20 ore. Una mamma in coma, sospesa per due settimane tra la vita e la morte. Il risveglio, la disperazione, il vuoto. Tante domande senza risposta: perché proprio a me? Cos’è successo? Possibile che una piccolina muoia di parto nell’ospedale più all’avanguardia di Milano? È la storia di Michaela K. Bellisario, giornalista di Io Donna, che ha deciso di raccontare nel romanzo «Parlami di lei» (Cairo editore), in libreria dal 31 agosto.

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Dopo il parto le avevano dato sei ore di vita. Venti ore in coma lei. Venti ore l’intera esistenza della sua bimba. Michaela si è svegliata, la piccola invece ha chiuso gli occhi per sempre. Ma il ritorno alla vita per Michaela è stato un lungo percorso di dolore, mesi nel baratro senza trovare un motivo per continuare a vivere. «Se perdi tua figlia, l’unica cosa che smette di avere un senso è il futuro – racconta Michaela, spiegando perché ha deciso di raccontare la sua storia – . Ho pianto e urlato per giorni in una stanza vuota, quella di mia figlia. Ma alla fine ho trovato la strada verso la rinascita. Forse a volte semplicemente si può avere la forza di diventare madri di se stesse».

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“Maternità ed Infertilità”: dialogo tra Emma Fenu e Francesca Abis, 3 settembre 2017, Cagliari

Domenica 3 settembre 2017, alle ore 19:00, presso il Circolo La Marina Sankara in via Napoli 62 a Cagliari si potrà assistere alla presentazione del libro edito nel 2017 da Milena Edizioni “Vite di Madri – Storie di ordinaria anormalità” dell’autrice Emma Fenucon la partecipazione della naturopata ed esperta di medicina cinese Francesca Abis.

L’evento denominato “Maternità ed Infertilità” sarà un’ottima occasione per conoscere Emma Fenu, nata ad Alghero e residente a Copenaghen, e vedrà, oltre alla presentazione del libro “Vite da Madri – Storie di ordinaria anormalità”, una riflessione sulla medicina alternativa che si propone come obiettivo il ritorno all’equilibrio del corpo umano attraverso tecniche e rimedi comprendenti l’adozione di stili di vita sani in armonia con i ritmi naturali. Francesca Abis crede in un approccio olistico per risolvere la problematica dell’infertilità femminile.

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Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità” è un romanzo-inchiesta che si snoda attraverso storie di donne legate fra loro, apparentemente, solo da un percorso di infertilità.

L’incipit e la conclusione, entrambe affidate a un io narrante che si rivolge direttamente al lettore, illustrano il progetto che l’autrice, anch’essa infertile, ha deciso di condividere creando una raccolta di centocinquanta testimonianze vere, rielaborate, che gettano luce sul lato oscuro della maternità negata o infertile nell’utero e nel cuore.

Sono tredici storie. Storie di donne mortificate nella femminilità, da abusi o da malattie o da eventi imponderabili.

Storie di nonne e madri, che hanno generato creature infertili nell’utero e nel cuore. Storie di bambine, ora cresciute, ma ancora bramose di una carezza.

Storie di figlie desiderate, con amore indomito. Storie di guerriere vittoriose, non di vittime, che hanno saputo rialzarsi e sorridere alla vita.

In verità, sono tutte storie di Madri.

Madri di idee, di progetti, di sogni. Seni turgidi di Dee che accolgono amiche, sorelle, mariti, amanti.Madri delle proprie madri e perfino di se stesse, capaci di far germogliare speranza e abortire fantasie, di creare dal nulla e di nutrire di sé: totalmente imperfette e, per questo, così seducenti e difficili da decifrare.

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Cellule riprogrammate ripristinano la fertilità nei topi

Grazie ad una tecnica che elimina un cromosoma di troppo

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Cellule riprogrammate in laboratorio hanno permesso di ripristinare la fertilità in topi resi sterili dalla presenza di un cromosoma ‘di troppo’, un’alterazione genetica molto comune che colpisce quasi un uomo su 500. La tecnica, che si è dimostrata efficace portando alla nascita di cuccioli di topo sani e a loro volta fertili, dovrà essere ulteriormente perfezionata per essere resa più sicura in vista di una possibile applicazione sull’uomo. Lo si evince dallo studio pubblicato su Science dal Francis Crick Institute di Londra in collaborazione con l‘Università di Kyoto.

I ricercatori hanno prelevato dei pezzetti di tessuto connettivo dalle orecchie di topi resi sterili dalla presenza di un cromosoma sessuale di troppo nel loro corredo genetico. Dal tessuto coltivato in provetta sono state isolate delle cellule, chiamate fibroblasti, che sono state poi riprogrammate per tornare ‘bambine’ e diventare cellule staminali.

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