Procreazione assistita, 40% coppie abbandona percorso

In un anno, circa 13 mila bimbi sono nati grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e, nello stesso tempo, circa 75 mila persone si sono rivolte ai centri di Pma. Questi i dati del registro sulla Pma dell’Istituto Superiore di Sanità del 2015.

L’impatto del percorso di Pma è significativo, tanto che mediamente il 40% delle coppie abbandona il percorso in fasi diverse. Tendenzialmente è dal terzo tentativo che si registra la percentuale di abbandono più alta. Una delle cause è sicuramente la difficoltà a livello emotivo e psicologico della coppia di affrontare lo stress di ripetuti risultati negativi secondo gli esperti, che evidenziano anche che di fatto i centri di Procreazione Medicalmente Assistita hanno l’obbligo di garantire alle coppie un sostegno psicologico.

All’impatto della procreazione medicalmente assistita sulla vita di coppia è dedicata una ricerca presentata al 1° Congresso Nazionale della Società Italiana della Riproduzione Umana (Siru), condotta dall’equipe del Dipartimento di Psicologia della “Sapienza” Università di Roma.

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Oltre le storie: intervista a Valeria Cudini

Lo spazio di oggi della rubrica #oltrelestorie è dedicato alla giornalista Valeria Cudini,  autrice, insieme ad Alessandra Graziottin, del libro, “Mamma a 40 anni” edito da Giunti Demetra.

 

Ciao Valeria, il vostro libro è rivolto alle donne che vogliono diventare mamme a 40 anni e più; pensi che socialmente, in Italia, sia ancora un tabù il fatto di avere dei figli a un’età più matura?

Buongiorno, penso che, per fortuna, un po’ di strada si sia fatta da questo punto di vista ma che ce ne sia ancora tanta da fare. Purtroppo, pregiudizi a parte di talune donne o uomini che criticano la scelta di fare figli tardi, c’è da dire che l’organismo di una donna non è “naturalmente programmato” per fare figli tardi, anche se ci si sente in forma e si ha un aspetto giovanile. Sicuramente la medicina ha fatto passi da gigante per aiutare le donne che intraprendono un percorso di procreazione medicalmente assistita ma, va anche detto, che superata la soglia dei 40 anni, anche le migliori tecniche di PMA possono fallire. Insomma, il mio consiglio è comunque di cercare di non arrivare a prendere la decisione di avere figli troppo tardi, anche se capisco benissimo tutte le motivazioni delle donne e sono sempre e assolutamente dalla loro parte.

Il libro si presenta come una vera e propria guida per un percorso non troppo semplice, sia dal punto di vista fisico sia psicologico. Com’è stato strutturato?

Il libro è stato strutturato pensando, innanzitutto, a tutto quello che è necessario che una donna che affronta il percorso della maternità tardiva sappia in modo da essere davvero pronta sia a livello mentale sia fisico. In più, si è cercato di rendere semplice una materia difficile da capire sia per i contenuti sia per la terminologia e, non da ultimo, per la difficoltà psicologica e i tabù che avvolgono tutte le questioni che riguardano la fertilità.

Ecco perché per essere vicine alle donne che hanno deciso di cercare una “cicogna tardiva” abbiamo voluto dare una dimostrazione di solidarietà riportando testimonianze vere di donne vere che ce l’hanno fatta. Intervistarle è stato per me il lavoro più bello: sentire la loro voce, le difficili vicende poi andate sempre a finire bene mi ha riempito il cuore. Ecco, riuscirci è possibile, ma non scontato. Attenzione a vivere questa esperienza con consapevolezza, positività ma con i piedi ben piantati per terra.

 

 

Quali consigli senti di dare a quelle donne che stanno provando ad avere un bambino in età matura?

Quello che in parte ho già detto. Innanzitutto di informarsi su “come siamo fatte”, quali sono i rischi a cui si può andare incontro ma anche i benefici che possono derivare dall’ avere un figlio in età più matura. Quindi diventare consapevoli di quello che si sta facendo sapendo che ci saranno molti ostacoli da superare e che non è detto che poi, purtroppo, tutti possano essere superati. Di essere tenaci ma non ossessionate, di farsi aiutare in un supporto psicologico per la coppia durante il percorso di fecondazione assistita se ci si sente in difficoltà. È un’opzione percorribile e molto utile. Di essere pronte, se poi il bambino arriva, a fare più fatica di una mamma più giovane, sapendo però anche che con l’amore, la pazienza e proprio un’età più matura si affronteranno meglio tutte le difficoltà che si potranno incontrare.

Ci sono progetti in cantiere? Magari un altro libro all’orizzonte?

Per quanto mi riguarda in questo momento il mio obiettivo è trovare un lavoro più stabile che mi permetta di rimanere ancora attaccata all’ ambito giornalistico e di scrittura creativa. Da circa un anno scrivo fiabe per bambini legate alla buona salute e agli stili di vita corretti. Sto proponendo un po’ di mie storie a editori vari… Vediamo che succede. Sicuramente vorrei continuare a scrivere. Un altro libro pubblicato sarebbe bellissimo, ma non sempre dipende da noi.

 

Il sogno arriva quando lo lasci andare

“Non siamo soli. Ho 36 anni e da poco più di un mese sono diventata mamma di una splendida bambina. Desiderata, cercata, attesa per anni. Volevo dire a tutte le coppie che provano ad avere figli di non abbattersi, perché a volte i miracoli accadono. Vi racconto la mia storia”.

“Due anni fa, dopo anni di tentativi andati a vuoto io e mio marito decidemmo di rivolgerci ad un centro di procreazione medicalmente assistita, l’inizio di un viaggio tra visite, colloqui, analisi, calendari et similia che sfinirebbe anche l’essere più paziente della terra. Una mattina ero in attesa di fare una ecografia in sala d’aspetto: guardando negli occhi le donne sedute vicino a me lessi lo stesso dolore che provavo io“.

“Lo stesso senso di inadeguatezza, di incapacità, come se noi fossimo state programmate male. In quel momento capii che io e mio marito non eravamo soli nella nostra battaglia.  Nessuno ti prepara al fatto che nella vita potresti non avere figli: un po’ per cultura un po’ per tradizione la donna è programmata per avere figli, poi succede per ragioni anche economiche di affacciarsi alla maternità in età attempata, ad un certo punto ci si scontra con la verità: il figlio non arriva. Ed è un baratro”…

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Omozigoti in provetta?

La compagnia teatrale Ecleptica Musical esordirà al Teatro Politeama di Torre Annunziata (NA), il 12 dicembre, con uno spettacolo di teatro danza: “Omozigoti in provetta ?”. Attraverso il potere ipnotico della danza e quello espressivo del teatro, racconteranno i sentimenti di tutte quelle donne che, non riuscendo ad avere un figlio, decidono di intraprendere il lungo percorso della fecondazione assistita. “Ci trasporteremo all’interno dell’utero della donna e vi faremo vivere il fantastico mondo della singamia”.

Regia e direzione artistica Dario Matrone; coreografie Thomas Monaco;  interpreti Giovanni Caso, Tonia Carbone e Vincenzo Genovese; violinista Emanuela Esposito; Filmmaker & Photographer  Jean-Luc Servino; assistente coreografo Anna Giuliano; musiche AA.VV. e Darck Divison; sceneggiatura Dario Matrone Thomas Monaco Francesco Servino.

12 dicembre
Teatro Politeama di Torre Annunziata (NA)

Fertilità e cancro. A Torino si presenta “Preserviamo”, il libro che raccoglie le storie dei pazienti e di chi li assiste

La presentazione domani, all’ospedale Sant’Anna. L’obiettivo è richiamare l’attenzione sull’importante opportunità oggi a disposizioni per preservare la fertilità dei giovani pazienti oncologici.

L’idea nasce dall’esperienza vissuta nell’ambito del progetto Fertisave, attivato nel 1997 all’ospedale Sant’Anna di Torino. Ad oggi hanno usufruito del progetto 476 donne e 1131 uomini.

Martedì 5 dicembre 2017, in occasione del Convegno “Preservazione della fertilità e qualità della vita”, organizzato dalla professoressa Chiara Benedetto e dal professor Alberto Revelli all’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, verrà presentato il libro “Preserviamo”, che raccoglie le testimonianze rese da alcune pazienti affette da tumore che hanno affrontato il percorso della preservazione della fertilità e dagli operatori sanitari che le hanno aiutate a mantenere la speranza di poter diventare genitori.
Il libro ha lo scopo di richiamare l’attenzione sull’importante opportunità che viene attualmente offerta ai giovani pazienti colpiti da tumore.

L’idea nasce dall’esperienza vissuta nell’ambito del progetto “Fertisave”, attivato nel 1997 presso il Dipartimento Universitario di Discipline Ginecologiche ed Ostetriche dell’ospedale Sant’Anna di Torino, con lo scopo di preservare la fertilità dei giovani pazienti oncologici di entrambi i sessi, che, grazie ai sensibili progressi nelle terapie, possono non soltanto guarire, ma anche ambire ad una qualità di vita normale, che comprenda anche la gioia di procreare.

Ad oggi hanno usufruito del progetto “Fertisave” 476 donne, di età compresa tra i 3 ed i 40 anni, e 1131 uomini.

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Endometriosi e gravidanza: è possibile? Le cure e i rischi

L’endometriosi è un problema che causa diversi sintomi dolorosi alle donne fertili, ma la complicazione maggiormente più sentita è la difficoltà di concepire, e in alcuni casi purtroppo l’infertilità. Ma è comunque possibile una gravidanza con l’endometriosi? Sì, infatti sono molte sono le donne che rimangono incinte, seppur affette da questa patologia. L’importante è valutare cure e rischi annessi.

È possibile una gravidanza se affette da endometrosi? Quali sono le cure e i rischi? L’endometriosi è una malattia prettamente femminile che colpisce esclusivamente le donne fertili, senza una causa ancora oggi apparentemente rintracciabile. Una diagnosi precoce sarebbe in grado di eliminare il problema ed evitare i possibili e sgraditi effetti sulla fertilità, ma ottenerla non è per nulla semplice perché i sintomi dell’endometriosi sono del tutto simili a quelli del ciclo mestruale. Cerchiamo allora di far chiarezza sull’effettiva possibilità di rimanere incinta e come affrontare l’endometriosi.

Endometriosi e gravidanza

Si definisce endometrio tutta la membrana che riveste internamente l’utero. Come ogni parte dell’organismo umano, anche questa può andare incontro a modificazioni, traumi, lacerazioni e quant’altro. Nel caso dell’endometriosi, il tessuto endometriale cresce in modo anomalo in altri distretti che non siano solo quello uterino, ma in generale anche nella zona delle pelvi, quindi tube, ovaie, vagina e così via.

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La bassa riserva di ovociti non causa infertilità nella donna

Secondo uno studio dell’Università della Carolina del Nord di Chapel Hill, le donne che hanno una bassa riserva di ovociti nelle ovaie non dovrebbero preoccuparsi di non riuscire a rimanere incinte.

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Oltre le storie: intervista alle autrici de “La cicogna Fivetta”

Lo spazio di oggi della rubrica #oltrelestorie è dedicato a Silvia Mangone e a Simona Peres, autrici de La cicogna Fivetta, una favola illustrata sulla PMA per i bambini nati in provetta e per i loro genitori.

Silvia Mangone

Ciao Silvia e Simona, avete scritto “Fivetta”, una favola per bimbi nati in provetta. Come vi è venuta l’idea e come nasce la vostra collaborazione?

Silvia: Credo che Simona possa spiegare meglio di me, non a caso ha saputo tradurre la mia fantasia in una realtà in cui la cicogna provetta piena d’amore che avevo in mente è davvero disegnata piena di cuoricini.

Simona: Quando Silvia mi ha chiesto di disegnarle un asino con le ali per il suo blog, non immaginavo che saremmo arrivate fino a qui oggi ma è quello che succede ogni volta con Silvia: arriva da te con un asino volante per la testa, ti fa saltare in groppa e via, verso un sogno che si fa realtà!

Una volta letto il racconto che aveva scritto, e superata l’emozione, non so quante immagini fervide e intense sono affiorate nella mia mente, che con un solo disegno non si potevano far risaltare, e mi sembrava un vero peccato. Bisognava dare spazio a ognuna di quelle immagini, di quei personaggi. Il mondo doveva conoscere Fivetta e i suoi meravigliosi amici.

A volte rapportarsi con il dolore che una persona prova è difficile. Anche se quella persona l’hai vista crescere, ci hai giocato insieme, hai mangiato 479 ghiaccioli sulla spiaggia d’estate con lei, anche se l’hai vista sbucciarsi le ginocchia e danzare con suo padre fino all’altare, anche se con lei hai creato infiniti alberi di Natale, in situazioni come quella che Silvia ha vissuto (lei con suo marito e così moltissime altre coppie) non sempre si riescono a trovare le parole giuste per dare speranza. E io di parole non ne avevo. Non le sapevo trovare. E quel giorno, con la storia tra le mani, ho capito che il mio modo dirle quel che non sapevo dire con le parole era trasformare in immagini quella meravigliosa storia. Lo volevo per lei, per suo marito e per tutte le coppie che stanno affrontando questo doloroso percorso. È stata un’esperienza molto intensa, di crescita personale e gliene sono infinitamente grata.

Simona Peres

Come può una semplice favola spiegare un percorso complicato come la PMA? Qual è la sua arma vincente?

Simona: Penso che sia il mix tra fantasia, ottimismo, tenacia e sensibilità, che è poi il modo peculiare di Silvia di approcciarsi alla vita. Il suo modo di scrivere è parte del suo carattere giocoso ed estroverso: centra con disarmante semplicità il punto e lo eleva a messaggio positivo, universale senza per questo sminuirne la profondità, anzi amplificandola grazie al perfetto equilibrio tra reale e surreale.

È la sua storia ma è la storia di tutti, un racconto in cui ci si può rispecchiare a diversi livelli e che insegna un modo di affrontare la vita, non solo quella specifica situazione. So che sembro di parte… ma sono così entusiata di questo libro che consiglierei a tutti di leggerlo, grandi e piccoli! Merita!

Silvia: La sua arma vincente, in una parola, è ciò di cui si fa portavoce e portasogni Fivetta: la speranza. La speranza è un patrimonio universale e, a mio parere, ha una tenacia e una spinta più primordiale rispetto l’amore. La speranza, quando l’amore è acciaccato o stanco o punzecchiato dalla paura, ecco la speranza non molla mai, non si spegne mai.

“Fivetta” ha bisogno di tanti amici per sostenere la pubblicazione e distribuzione del libro. Per questo, avete lanciato una campagna di crowdfunding, ci spiegate meglio come possiamo contribuire alla raccolta fondi?

Basta andare sul sito www.fivetta.it, leggere e fare amicizia con il libro e Fivetta, cliccare in alto a destra su “pacchetti” e scegliere il regalo che più vi piacerebbe ricevere o regalare.

Cliccando si acquisterà online e a fine raccolta fondi (intorno al 31 Dicembre) saranno inviati i pacchetti a ciascun sostenitore che contatteremo preventivamente per sapere come personalizzare e a chi inviare. In caso non dovessimo raggiungere la quota prestabilita; restituiremo ad ogni sostenitore la somma devoluta. Ma siamo ottimiste e sicure che non ce ne sarà bisogno! Insomma Fivetta è troppo bella per non essere letta!

Basta poco per aiutare Fivetta a #spargereisogni: condividendo la pagina fb, il sito o anche i post, promuovendo l’idea e soprattutto regalando i pacchetti o addirittura regalandosi un pacchetto per coccolarsi un pò!

Ci sono altri progetti in cantiere che Fivetta sta covando?

In questi giorni nasce il movimento #SpargiiSogni con l’intento di raggiungere più persone e coppie coinvolte più o meno nel difficile percorso ella Fecondazione Assistita e della ricerca di un figlio.

Abbiamo contattato centri di pma, studi medici e psicologici, librerie e locali proponendo loro di adottare il progetto accogliendo un esiguo numero di volantini e aiutandoci a promuovere sui loro canali il progetto, infine, a raccolta terminata e raggiunto l’obiettivo, lasceremo un libro in dono per ciascuna sala d’attesa così che possa essere sfogliato da chi ne sarà incuriosito e faremo presentazione del libro presso le librerie interessate.

Inoltre io e Simona collaboriamo anche per altri progetti sempre molto favolosi e non inerenti l’editoria, basta guardare le opere di Simona per capire che ha idee da vendere…  E Fivetta si sa, non smetterà di volare e la storia ci insegna che tutto può succedere… non è detto che Fivetta non incontri presto la cicogna che tutti conoscono o che non si imbatta nelle cicogne delle adozioni… Non a caso dopo Santiago è arrivato Oceano senza PMA ed in ballo c’è un’idea di adozione.

 

La fertilità si può migliorare anche a tavola: ecco cosa bere e mangiare

Sì a caffè, agrumi, pomodori, ortaggi a foglia verde, uova, pesce, frutta secca e olio extravergine di oliva. No agli eccessi di alimenti piccanti, alcolici, cibi fritti, salumi e latticini.

La fertilità è un argomento delicato, che non può essere ridotto alle scelte che si compiono a tavola. Ma ciò che mangiamo, come peraltro tutte le sostanze con cui si entra in contatto nelle interazioni con l’ambiente, può influenzare la capacità di riprodursi, anche degli uomini.

«La dieta mediterranea aumenta dal 72 al 95 per cento la quota di spermatozoi sani e di elevata qualità – afferma Alessandro Palmieri, urologo al policlinico universitario Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Andrologia -. Il caffè? È sbagliato considerarlo un problema. Se ne possono bere fino a tre al giorno: in questo modo si contribuisce a ridurre fino a un terzo il rischio di soffrire di disfunzione erettile».

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“Contraccettivi gratis ai giovani”: la proposta dell’assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna

Iniziativa rivolta agli under 26: “Un elemento di protezione che serve anche a ridurre le gravidanze indesiderate”
BOLOGNA – Contraccettivi gratis agli under 26 per evitare le gravidanze indesiderate. Ma anche gli spazi per “giovani adulti”, sportelli per la fascia 20-34 anni “pensati per fornire gli strumenti per una pianificazione familiare consapevole, informare i cittadini sull’evoluzione della fertilità, promuovere attivamente stili di vita sani per la protezione della salute riproduttiva”. Li prevede una proposta di delibera illustrata questa mattina in commissione dall’assessore regionale alla Sanità dell’Emilia-Romagna, Sergio Venturi.

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