Infertilità femminile: cause, sintomi e cure

Le cause di infertilità femminile sono numerose e ne soffre circa il 15% delle donne. I sintomi sono riferiti all’impossibilità per la donna di ottenere una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti non protetti. Approfondiamo la conoscenza di questa condizione e delle terapie che possono essere attuate per aumentare le possibilità di arrivare al concepimento. L’infertilità femminile non è da confondere con la sterilità femminile, ma è comunque una fonte di disagio e sofferenza per molte donne che non riescono a coronare il sogno di diventare madri. Ma quali sono le cause, quali i sintomi e che cure esistono? Solo in Italia sono circa 3 milioni le coppie che non riescono ad avere bambini a causa di problemi legati alla fertilità, ma oggi, per fortuna, ci sono tanti modi per superare il problema e il primo tra tutti si chiama prevenzione. Essere infatti consapevoli di quali siano le cause dell’infertilità può aiutare a curare ed anche evitare le difficoltà di concepimento. Ma cerchiamo di capirne e saperne di più con molte informazioni utili. Cos’è l’infertilità femminile L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’American Fertility Society (AFS) parlano di infertilità quando una coppia non è in grado di avere un bambino dopo almeno un anno di […]

Scoperta una nuova mutazione genetica che causa l’infertilità maschile

Previene la formazione delle cellule che servono per la produzione dello sperma Il 5% degli uomini soffre di infertilità, e approssimativamente l’1% di azoospermia, una condizione nella quale le cellule spermatiche sono completamente assenti. Prospettive importanti arrivano da uno studio israeliano, che ha identificato una nuova mutazione genetica che previene la formazione dello sperma stesso. È una mutazione che interessa il gene TDRD9, che normalmente protegge tutta la sequenza del DNA del liquido seminale. La sua funzione viene inattivata e si arresta così la produzione di spermatozoi. Continua a leggere su Ansa Salute e Benessere

Oltre le storie: intervista a Laura Imai Messina

Lo spazio di oggi della rubrica #oltrelestorie è dedicato alla blogger e scrittrice Laura Imai Messina (www.lauraimaimessina.com). Ciao Laura, sei docente e ricercatrice a Tokyo. Nel tuo blog “Giappone Mon Amour” racconti la vita nel Paese che ti ha adottato. Cosa ti ha spinto ad aprire un blog? L’idea del blog fu inizialmente privata. Scrissi qualche post per preparare alle nozze shintoiste i parenti che avrebbero partecipato alla cerimonia che si sarebbe svolta in Giappone di lì a poco. In seguito lo abbandonai e lo ripresi due anni più tardi, questa volta rendendolo accessibile al pubblico. Fu in occasione del disastro del Tohoku, dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, e lo scopo era strettamente informativo, l’intento era quello di rassicurare e dissipare quelle maldestre dicerie che venivano camuffate da notizie su quotidiani italiani e stranieri. Raccontavo la Tokyo di ogni giorno, la normalità nonostante l’emergenza. In seguito, esaurita anche la crisi, ho continuato a raccontare il mio quotidiano, tratti culturali di un paese di cui anche a distanza di dieci anni resto profondamente innamorata. La passione sempre nutrita per la scrittura e l’incredibile risposta da parte degli utenti mi hanno spinta a continuare.  Dopo il tuo primo romanzo, Tokyo Orizzontale, […]

Infertilità maschile, a Pisa nasce centro specializzato

Nasce nell’azienda ospedaliero universitaria pisana, unità operativa di andrologia, il Centro di coordinamento regionale per la salute riproduttiva maschile. Lo istituisce una delibera presentata dall’assessore regionale toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta. Il Centro affronterà in maniera sistematica e multidisciplinare il problema dell’infertilità maschile, sotto il profilo sia della prevenzione che delle terapie. Negli ultimi anni in Italia la prevenzione e la diagnosi precoce in ambito andrologico si sono molto ridotte, e questo ha favorito l’aumento di patologie altrimenti semplici da gestire, se diagnosticate precocemente. Ciò è accaduto in particolare dopo la scomparsa della visita di leva, che di fatto ha eliminato l’unica forma di screening su vasta scala delle maggiori patologie andrologiche della popolazione giovanile. Questo ha comportato un aumento di malattie andrologiche non diagnosticate, che rimangono tali fino all’età adulta, quando frequentemente diventano incurabili, o, se una cura esiste, questa è complessa per il paziente e costosa per il servizio sanitario. Continua a leggere su Redattore Sociale

Oltre le storie: intervista a “Manchi solo tu” (blog)

Lo spazio di oggi della rubrica #oltrelestorie è dedicato alla blogger “Manchi solo tu” (manchisolotu.wordpress.com), che dal 2015 racconta le sue vicende personali, sue e di Maritino, legate al percorso della PMA. Ciao, sul tuo blog manchisolotu.wordpress.com racconti la tua esperienza personale mantenendo, però, l’anonimato: quali sono le ragioni che ti hanno spinto a prendere questa decisione? Sin da quando ho capito che qualche cosa non andava nella nostra caccia alla cicogna, anche se si trattava ancora di un sentore vago e non potevo nemmeno immaginare di che cosa si trattasse o a che cosa ci avrebbe portati, mi sono sentita menomata. Allora ero ancora sufficientemente giovane da non destare i soliti odiosi commenti: ero sposata da poco perciò non c’era nulla di male a non avere ancora il pancione; esteriormente ero come tutte le altre, eppure sentivo già che un velo di diversità si stava appoggiando su di me. Mi è capitato di annunciare tutta emozionata l’inizio della ricerca ad un paio di colleghe, e a distanza di tempo l’ho pagata. Perché i “normofertili” non si rendono conto di quanto male possono fare con le loro domande o i loro commenti, nonostante si basino su buone intenzioni. Ricordo ad esempio […]

Toscana. Via libera alla rete regionale per prevenzione, diagnosi e cura dell’infertilità

L’infertilità di coppia è in aumento, con percentuali tra il 10 e il 20% a livello mondiale e intorno al 14% in Europa. Riconosciuta dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) come malattia, l’infertilità, le cui cause sono tante e di diversa natura, è un fenomeno sociale di dimensioni rilevanti, che richiede soluzioni adeguate per assicurare efficacia ed equità di accesso agli interventi di prevenzione, diagnosi e cura.

Adolescenti e fertilità: comportamenti a rischio

“Adolescenti e fertilità: comportamenti a rischio” è il titolo del quarto numero della collana “I diari di I Woman”, a cura del dottor Paolo Petrucci, ginecologo e dirigente medico dell’Asl di Frosinone. L’infertilità è un rilevante problema medico e sociale che, secondo le stime, colpisce il 15% delle coppie italiane. La problematica è spesso gravida di ulteriori risvolti psicologici che possono incidere negativamente sul benessere degli aspiranti genitori e sulla stessa vita di coppia.

Emily a chi le chiede quando avrà un figlio risponde: “Per favore fermatevi”.

Scrittrice freelance del Michigan, Emily Bingham, 33 anni, stanca di dover sentirsi chiedere “Quando avrai un figlio?” ha risposto con un messaggio su Facebook. Per rendere più incisivo il messaggio ha postato la foto di un’ecografia trovata su Google. Riportiamo il suo messaggio: Ecco il suo appello:

Scoperto come far tornare indietro l’orologio biologico

Le donne dovrebbero crioconservare il proprio tessuto ovarico piuttosto che i loro ovuli. Più di un terzo delle donne che optano per la prima opzione, infatti, riescono ad avere un bambino. A dirlo è uno studio del New York Medical College. Questa tecnica offre a chi ha problemi di fertilità dovuti all’età che avanza di tornare indietro con l’orologio, invertire la menopausa e rimanere incinta naturalmente senza la necessità di un trattamento ormonale. Nonostante, tuttavia, il progresso clinico negli ultimi due decenni, la procedura rimane ancora sperimentale. Continua a leggere su West