J-Ax e «il dramma di voler creare una nuova vita, senza riuscirci»

Il cantante racconta il nuovo singolo («Tutto tua madre») dedicato al suo Nicolas, un anno e mezzo, in un lungo post via Instagram in cui spiega il desiderio di avere un figlio che, però, non arriva, e poi il ricorso alla fecondazione assistita che andrebbe difesa e non messa in discussione. «Ho voluto scrivere un pezzo per le persone che vivono il dramma di voler creare una nuova vita, senza riuscirci, situazione in cui per qualche anno mi sono trovato anch’io». J-Ax, 44 anni, in un lungo messaggio condiviso via Instagram racconta il senso del nuovo singolo (Tutto tua madre, rilasciato il 14 settembre) che altro non è che una dedica al suo primo figlio Nicolas, con lui in foto, venuto al mondo a fine febbraio 2017, e al percorso intrapreso per averlo. «In Italia siamo in tantissimi, ma per qualcuno siamo troppi. Dovremmo essere zero», scrive e si rivolge alla politica: «Leggiamo più spesso di iniziative che questo Governo vorrebbe prendere contro la fecondazione assistita e tante altre procedure che aiutano decine di migliaia di coppie italiane a creare una famiglia insieme. Trovo assurdo che un Governo fatto, almeno per la parte più gialla, di persone che ho sempre rispettato e ammirato per la […]

Brescia, il primo nato in Italia con tessuto ovarico crioconservato

È un maschietto ed è venuto alla luce con parto spontaneo. La mamma, medico di 35 anni, aveva scoperto nel 2012 di avere un linfoma non Hodgkin al mediastino al terzo stadio: ha intrapreso subito il percorso di preservazione della fertilità. È un maschietto, nato con parto naturale, e sta bene. Un bimbo venuto alla luce agli Spedali Civili di Brescia è il primo nato in Italia da una mamma, ex paziente oncologica, con tessuto ovarico crioconservato. Al mondo, finora, sono state registrate circa 130 nascite avvenute grazie a questa procedura. La mamma del piccolo scoprì nel 2012 di avere un linfoma non Hodgkin al mediastino al terzo stadio. Si era sposata un anno prima e, come racconta nel libro Un giorno saprai (Carthusia Edizioni-Walce onlus), temeva di non poter più avere figli. Aveva 29 anni. Ma gli specialisti del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, coordinati da Raffaella Fabbri, responsabile del laboratorio di crioconservazione di tessuto ovarico e colture cellulari, l’hanno incoraggiata a intraprendere subito il percorso di preservazione della fertilità. Dopo avere completato le terapie contro il tumore e avere ottenuto il via libera dagli ematologi e dai radiologi di Brescia che l’avevano curata, nel 2017 la donna ha chiesto che le fosse reimpiantato il tessuto ovarico che era stato prelevato […]

Nel Lazio boom di richieste per la fecondazione eterologa: sono già 200

Nella Asl Roma 1 attivati due centri in convenzione: si tratta del Sant’Anna e del San Filippo Neri. Basta chiamare il Recup ed essere maggiorenni, ma la donna non deve aver più di 43 anni. Tre i tentativi consentiti. I costi più che dimezzati rispetto al privato. Avere un bambino resta uno dei desideri più grandi per le coppie laziali, e non solo. Lo dimostra il grande numero di richieste arrivate al Centro prenotazioni (Recup) della Regione, ad appena un mese di distanza dall’attivazione del servizio di fecondazione eterologa in due centri pubblici della Asl Roma 1. Richieste che ammontano già ad oltre duecento. Dal 27 luglio di quest’anno, data in cui la Regione Lazio si è aggiunta alla lista degli enti che erogano la fecondazione in convenzione, i centri di procreazione medicalmente assistita (Pma) del Sant’Anna in via Garigliano e dell’ospedale San Filippo Neri hanno ricevuto in tutto oltre un centinaio di richieste di appuntamento. A cui vanno aggiunte altre cento coppie che avevano già tentato con la fecondazione omologa, senza che però andasse a buon fine. Ad essere interessate sono soprattutto coppie residenti nel Lazio, in lista d’attesa in centri pubblici di altre regioni. Immediata la risposta: già […]

Salute della donna, il vademecum sulle vaccinazioni in età fertile

Il ministero della Salute nel ribadire l’importanza delle vaccinazioni come strumento di prevenzione da gravi patologie infettive in ogni fase della vita, ha emanato la circolare 7 agosto 2018 per la promozione della salute femminile in età fertile, in previsione e durante la gravidanza. L’obiettivo è la protezione della donna e del nascituro da alcune specifiche malattie attraverso i giusti vaccini. Per un’informazione più completa sono riportate anche le vaccinazioni che non possono essere fatte in gravidanza. Ecco una sintesi delle indicazioni. Vaccinazioni in età fertile Alcune malattie possono incidere negativamente sulla fertilità o avere conseguenze sull’esito di una gravidanza. Di conseguenza, per le donne in età fertile sono indicate, se non già immuni, le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, varicella e papilloma virus (Hpv). Di grande importanza è anche il richiamo decennale della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse. Vaccinazioni in previsione di una gravidanza In previsione di una gravidanza è necessario che le donne siano protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia (Mpr) e della varicella, dato l’elevato rischio per il nascituro, derivanti dall’infezioni materna durante la gravidanza, specie se si verifica nelle prime settimane di gestazione. Per la varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, il rischio, oltre che per il […]

Culle di vetro, storia della fecondazione artificiale

A quarant’anni della nascita della prima bambina concepita in provetta, la giornalista scientifica Margherita Fronte ripercorre storia e prospettive delle tecniche che hanno permesso quell’evento straordinario. Quarant’anni sono un compleanno importante. Una cifra tonda, simbolica, che spesso invita a qualche festeggiamento più grandioso del solito e magari a qualche bilancio. A maggior ragione se il compleanno è quello di una donna la cui venuta al mondo ha cambiato per sempre la storia della medicina. Parliamo di Louise Brown, che ha spento le sue prime 40 candeline il 25 luglio scorso: un evento che come molti avrebbe voluto privato (lo ha scritto per l’occasione sull’Independent), ma che non poteva che essere pubblico, perché Louise è stata la prima bambina al mondo concepita in provetta, la prima figlia della fecondazione in vitro. E proprio con l’immagine della sua nascita avvenuta con parto cesareo nell’ospedale di Oldham,in Inghilterra – “prima la testa, poi il corpicino sporco e coperto dalla vernice caseosa, che ha protetto la sua pelle delicata durante la gestazione” – si apre Culle di vetro, il libro che la giornalista scientifica Margherita Fronte ha dedicato alla storia della fecondazione artificiale, pubblicato nel 2017 da Enciclopedia delle donne. Dal primo, potente vagito della bambina, il libro fa un salto indietro […]

La fecondazione assistita vista (e vissuta) da «lui»

Che cosa vive, esattamente, il compagno di una donna che sta percorrendo la strada della fecondazione in vitro? Jean Hannah Edelstein, che sta cercando di diventare madre con le tecniche di riproduzione assistita, lo ha chiesto al marito, E., una trentina di anni, come lei, e ancora nessun figlio: lui lo ha raccontato al quotidiano inglese The Guardian. «Abbiamo parlato della fecondazione in vitro molto presto, quando abbiamo cominciato a stare insieme: ha fatto parte della nostra relazione fin dall’inizio. Al nostro primo appuntamento abbiamo parlato di come il cancro fosse presente nelle nostre famiglie. Ho perso mia mamma circa un anno prima che tu perdessi tuo padre, mi hai parlato della sindrome di Lynch e abbiamo parlato di avere figli. Quindi dobbiamo aver discusso anche di questo. Si può arrivare in un posto in tanti modi diversi. Quindi, se avere figli alla vecchia maniera non poteva funzionare per noi, era logico che avremmo preso una strada diversa. Non mi sono sentito affatto prendere dal panico quando abbiamo iniziato con la fecondazione in vitro. Ero elettrizzato. Ho detto ai miei amici e alla mia famiglia che si trattava di notizie eccitanti, mentre tu, a volte, ti preoccupavi che le persone ci giudicassero per questo. […]

Quando la seconda gravidanza non arriva: 5 donne raccontano paure, accettazione e/o rimpianti

“La regola tra moglie e marito non ci mettere il dito dovrebbe essere estesa anche al loro desiderio o alla loro difficoltà di avere figli”, ci dice piccata Alice, 37 anni, mamma di Francesca, 5 anni. “Non avere il secondo figlio può essere una scelta. Nel mio caso non lo è stato. Prima di rimanere incinta di mia figlia ho avuto due aborti spontanei. Quando Francesca ha compiuto quattro anni ho sentito che sia io, sia lei, sia Paolo eravamo pronti per “diventare” quattro. Il concepimento è stato facile, ma la gravidanza si è interrotta dopo cinque settimane. La poesia è passata. Il mio corpo mi ha dato l’ennesimo segnale e la mia testa ha detto basta. Per ora non stiamo cercando di allargarci. In futuro non so. Forse Francesca sarà destinata a essere figlia unica. In questo momento ci sentiamo molto uniti e in tre ci sentiamo completi, ma le domande e le intrusioni delle persone sull’argomento sono ancora una pugnalata”. Ogni donna, ogni uomo, ogni bambina, futura donna, ogni bambino, futuro uomo, ha la propria storia familiare. Voluta o non voluta, intima, molto intima, a volte poco compresa, altre fraintesa. Avere un bambino, soprattutto quando molto desiderato, è la cosa più bella […]

Roma, aperto il primo servizio di fecondazione eterologa del Lazio

Al Sant’Anna di via Garigliano sarà sufficiente prenotare una prima visita ginecologica per infertilità attraverso il cup e recup regionale con l’impegnativa del medico. Accesso alle tecniche consentito a donne che non abbiano compiuto 43 anni. Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti con l’assessore alla Sanità e l’integrazione socio-sanitaria, Alessio D’Amato e il dg della Asl Roma 1, Angelo Tanese hanno inaugurato alle ore 12 il primo servizio di fecondazione eterologa attivo nel Lazio al presidio Sant’Anna, in via Garigliano 55. Una novità dato che a partire da oggi la fecondazione eterologa offerta dal servizio pubblico arriva nella regione Lazio, nella capitale, nelle sedi del S.Anna e del San Filippo Neri che fanno capo alla Asl Roma 1. Si tratta del primo servizio pubblico del centro-sud Italia e di una possibilità in più per le coppie con diagnosi di infertilità che stanno cercando di avere figli e vogliono farlo in una struttura pubblica del Sistema Sanitario Regionale. Un’opportunità in più quindi per i romani che per avere un figlio tramite fecondazione assistita fino ad oggi erano costretti a pagare un centro privato o andare all’estero. Continua a leggere

Louise Brown, la prima bambina nata in provetta, compie 40 anni

È nata il 25 luglio 1978 all’ospedale di Oldham, nel Nord dell’Inghilterra, cambiando la storia della medicina. Ha raccontato la sua vita in un libro, «40 Years of IVF – My Life as the world’s first test tube baby». «Questa settimana è quella del mio 40° compleanno. Come la maggior parte delle persone, probabilmente preferirei non farlo sapere troppo in giro. Ma, in tutto il mondo, il 25 luglio si celebra anche il 40° anniversario della fecondazione in vitro, la procedura che ha portato alla mia nascita». Louise Brown è stata la prima bambina concepita «in provetta». È nata all’ospedale di Oldham, nel Nord dell’Inghilterra, e ha cambiato la storia della medicina. Ha raccontato la sua vita in un libro, 40 Years of IVF – My Life as the world’s first test tube baby, che si può trovare qui. «Una ricerca del mese scorso afferma che otto milioni di persone sono nate attraverso la fecondazione in vitro, da allora. Una mostra al Science Museum di Londra parla di sei milioni: nessuno è sicuro dei dati esatti perché ogni giorno ci sono bambini che nascono attraverso tecniche di riproduzione assistita. Quando sono nata, Patrick Steptoe e Robert Edwards, i due uomini che hanno inventato la tecnica, hanno suggerito che […]

Empty , il progetto fotografico che racconta le storie di chi ha perso un figlio

Su Facebook e Instagram le istantanee di decine di mamme che hanno perso il bambino. Ci sono vuoti che sono difficilissimi da riempire. Nel marzo del 2017 la fotografa Susana Butterworth, 23 anni, ha subito una perdita che ha sconvolto la sua vita. Walter, il suo bambino, è nato morto a causa di una malformazione genetica molto grave, chiamata Trisomy 18. Un lutto che l’ha costretta a confrontarsi con una forma di dolore mai provata prima e che l’ha portata a far nascere un progetto, Empty, destinato a raccontare la storia di quelle donne, di tutte le età, che hanno subito questo tipo di esperienza. Le foto, il vuoto, i buchi nella pancia Tutte le foto sono scattate con la stessa struttura narrativa. La protagonista tiene, all’altezza della pancia, uno specchio, che rappresenta la voragine che si apre nell’animo di una donna quando deve fare i conti con questa improvvisa assenza. “L’obiettivo è quello di tirare fuori quel dolore che attanaglia le persone. Un dolore sempre presente. Reale e che fa male”. La domanda da cui Susana è partita è molto semplice: quanto spesso si parla di questo tipo di perdita? In quali termini? “Al funerale tutti mi parlavano in maniera diversa e […]