Un accordo prematrimoniale di 4.000 anni fa

Su di una tavoletta assira sono state rinvenute le più antiche attestazioni di questioni come l’infertilità e la maternità surrogata, accanto alle ammende previste per i partner in caso di divorzio. Argomenti come infertilità e maternità surrogata possono sembrare questioni moderne, ma sono forse sempre stati tema di discussione. Se ne trovano tracce persino su una tavoletta di argilla di 4.000 anni fa rinvenuta nel sito, protetto dall’Unesco, di Kültepe-Kanesh, nella provincia di Kayseri (Turchia centrale). AD ALCUNE CONDIZIONI. Kültepe ospitò un insediamento assiro tra il XXI e il XVIII secolo a.C.: da quando sono iniziati gli scavi moderni, nel 1948, vi sono state rinvenute oltre 25.000 tavolette cuneiformi. Questa, che ai caratteri accompagna piccole illustrazioni, è una sorta di accordo prematrimoniale tra un uomo e una donna, Laqipum e Hatala, che si giurano amore eterno condito da una buona dose di senso pratico. UN’ALTRA DONNA. Il contenuto della tavoletta, conservata presso il Museo archeologico di Istanbul, è descritto sulla rivista Gynecological Endocrinology. Come parte dell’accordo tra i due partner, il contratto cita la possibilità, per Laqipum, di ricorrere a una madre surrogata per i suoi eredi nel caso in cui la coppia non riesca a concepire un figlio entro i due anni dalle nozze. […]

Infertilità, il «pollution cocktail» che colpisce le coppie

La fertilità umana sembra in continuo declino, almeno nei Paesi più industrializzati, e in Italia in particolare la denatalità è in progressivo aumento. Al di là di fattori socio-economici, il significato biologico di questo fenomeno non è trascurabile. Nei Paesi occidentali, una coppia su cinque ha difficoltà a procreare in modo naturale: circa il 20% infatti delle coppie viene definita infertile dall’Organizzazione mondiale della sanità perché dopo un anno di rapporti sessuali non protetti non ha ancora ottenuto una gravidanza. Le cause della infertilità di coppia sono equamente distribuite tra maschi e femmine: circa un terzo delle coppie risulta infertile per problemi maschili, un terzo per problemi femminili e un terzo per cause combinate. Ciò si traduce in un esercito di persone con problemi di ridotta fertilità: circa un milione e mezzo di coppie senza figli, più di 100mila coppie che ogni anno richiedono una consulenza specialistica, 70mila coppie che ogni anno eseguono procedure di procreazione medicalmente assistita. E i figli nati da fecondazione assistita sono ormai quasi il 3% dei nati in Italia.

Nuove genitorialità tra desideri, natura e cultura: omogenitorialità, la procreazione assistita

Appuntamento il 29/11/2017 alle h 21.00 presso Casa della Psicologia – Milano, P.zza Castello 2 La serata sarà dedicata a far emergere pensieri e desideri di approfondimento sul tema dei nuovi modi di concepire la fertilità, nel corpo e nella mente, nella vita e nel lavoro dei terapeuti, con riguardo ai nuovi modi dell’essere coppia, delle nuove organizzazioni familiari, del procreare, dei nuovi attaccamenti e qualità del legame. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Continua a leggere

Fivetta la cicogna provetta

“Fivetta la Cicogna Provetta è una favola sulla nascita per i bambini nati in provetta e per i loro genitori. Come raccontare al proprio figlio che è nato grazie alla scienza e all’ostinato amore di mamma e papà? Fivetta vuole essere uno strumento in più per i moderni genitori, sempre di più, che riescono a diventarlo grazie alla fecondazione assistita e non solo”. Il progetto, nato dalla fantasia di Silvia Mangone, autrice, e di Simona Peres, illustratrice, per realizzarsi pienamente ha bisogno del sostegno e dell’aiuto economico di tutti coloro che vorranno credere a questa bellissima storia. Per questo motivo, sul sito fivetta.it, è stata lanciata una campagna di crowdfunding per la stampa e la distribuzione del libro. Se sei curioso di vedere come evolverà il progetto, o se vuoi partecipare attivamente alla campagna di crowdfounding, visita il sito fivetta.it 

Tumori ovaio, Sos diagnosi tardive 80% è in fase avanzata

(ANSA) – ROMA, 28 OTT – Il tumore all’ovaio è una malattia femminile insidiosa: l’80% delle diagnosi avviene infatti in fase avanzata e va garantito un adeguato percorso diagnostico e terapeutico. Otto donne su dieci colpite ricevono dunque la diagnosi molto tardi quando una ricomparsa della patologia entro i primi due anni dalla fine dei trattamenti è altamente probabile. Diventa quindi fondamentale incrementare il numero di diagnosi tempestive che possono avvenire durante i controlli ginecologici di routine.

CANCRO INFANTILE E FERTILITA’ A LECCE

Cancro infantile e fertilità: a Lecce il convegno nazionale di FIAGOP che spiega la genitorialità del futuro. Fino a qualche tempo fa le terapie oncologiche rischiavano di inibire la fertilità futura di bambini e adolescenti colpiti da tumore. Oggi, grazie alle più avanzate tecniche di preservazione anche i giovani pazienti oncologi hanno la possibilità di vedere realizzato, in futuro, il desiderio di genitorialità. Di fertilità si parlerà a Lecce, venerdì 27 ottobre 2017, al Convegno Nazionale “Da grande voglio avere un figlio. La fertilità nel passaporto del guarito”, organizzato da Fiagop in collaborazione con l’associazione “Per un sorriso in più”, presso il Grand Hotel Tiziano e dei Congressi. Negli ultimi anni la diagnosi e il trattamento dei tumori pediatrici hanno registrato importanti successi.

Infertilità, la risposta può arrivare dalla genetica

Gli esami di secondo livello individuano gli ostacoli e indicano la soluzione. La genetica può dare una risposta ai casi di infertilità idiopatica. I cosiddetti “esami di secondo livello” rappresentano la strada per trovare le cause che impediscono una gravidanza o una maternità, dando così una soluzione a quelle coppie che, pur avendo tutti i parametri nella norma, non riescono ad avere un figlio. «L’infertilità idiopatica, ovvero quell’infertilità che apparentemente non ha cause specifiche, è una condizione che interessa circa il 10-15% delle coppie con problemi riproduttivi», premette la dottoressa Marina Bellavia, specialista in Medicina della riproduzione del centro di fecondazione medicalmente assistita ProCrea di Lugano. «È una condizione frustrante: ci si sente dire che tutto è normale, ma la gravidanza non arriva. L’inquadramento diagnostico di queste coppie è fondamentale: in questi casi occorre procedere ad un’anamnesi accurata per cercare di analizzare… Continua a leggere su italiasalute

La procreazione assistita è anche una scelta socio-culturale

Le convinzioni culturali, gli schemi sociali e le influenze religiose hanno un ruolo di primo piano nel guidare le scelte delle coppie che non riescono ad avere figli riguardo le tecniche di fecondazione assistita. È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Human reproduction da Patrick Präg e Melinda Mills, dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, che nel loro lavoro hanno valutato quanto i fattori economici, sociali e culturali influenzassero il ricorso alla fecondazione assistita in Europa.

«One4Two», il kit contro l’infertilità di tre scienziate napoletane | Video

Una startup innovativa che si occupa di genetica della riproduzione. Obiettivo: monitorare e contrastare l’infertilità. Un problema che in Italia affligge sette persone ogni 100: numero che, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma è in aumento. Si chiama Kronos DNA, è uno spinoff della Federico II, e l’hanno messa in piedi tre scienziate napoletane che lavorano al Ceinge di Napoli.

SOS sterilità (e parliamo di maschi)

Negli ultimi 30 anni il numero di uomini che non riescono a diventare padri è addirittura raddoppiato. Colpa dello stile di vita e delle cattive abitudini, sempre più diffuse. È la prima volta che visite ed esami per la prevenzione dell’infertilità maschile, come lo spermiogramma, compaiono nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. E non a caso: negli ultimi 30 anni il numero degli uomini con difficoltà a concepire è raddoppiato. «Anche se va tutto bene, a 18-20 anni bisognerebbe effettuare la visita andrologica, con ecografia dei testicoli e spermiogramma, l’esame del liquido seminale» dice Luciano Negri, specialista in Medicina della riproduzione dell’Istituto Humanitas di Milano. «Questo check dell’apparato riproduttivo permette di intervenire presto in caso di problemi che potrebbero ostacolare la fertilità». Uno dei più diffusi è il varicocele, un difetto a una vena che porta il sangue ai testicoli e si risolve con un intervento chirurgico. Con lo spermiogramma, che valuta la qualità e la quantità degli spermatozoi, è possibile anche prevedere le future difficoltà a procreare e correre così ai ripari, correggendo lo stile di vita. Ma quali sono i fattori di rischio che mettono a repentaglio la fertilità maschile? Scopriamolo insieme agli esperti. Continua a leggere su Donnamoderna.it