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“Sì agli integratori salva-fertilità, ma no al fai-da-te”

L’allarme degli andrologi riuniti a Congresso. Boom di vendite nel 2017, 2 mln di scatole per una spesa di oltre nel 25 mln.

Circa 10 milioni di confezioni vendute nel 2017, di cui 2 milioni per problemi legati alla fertilità. È un mercato in pieno boom quello degli integratori della salute maschile. I soli integratori pro-bebè, secondo una recente indagine, si collocano al quinto posto fra i più venduti per una spesa di oltre 25 milioni di euro negli ultimi 5 anni, pari al 7,2% del mercato totale degli integratori. Un aiuto, a patto che vengano prescritti dall’andrologo individuando il prodotto giusto per ciascun paziente, così da avere la massima efficacia col minimo rischio di effetti collaterali. No dunque al “fai da te”. Lo sottolineano gli esperti riuniti per il primo Congresso nazionale natura ambiente alimentazione uomo (Nau) della Società italiana di andrologia (Sia) che si è appena concluso a Frascati, dove si è discusso sul ruolo e l’efficacia degli integratori per la salute sessuale e riproduttiva della coppia e per il trattamento di alcune patologie uro-andrologiche.

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Novembre azzurro, al via campagna nazionale di informazione sul tumore alla prostata

Cinque fra le più importanti statue maschili del patrimonio artistico italiano si illuminano di azzurro per sensibilizzare i cittadini sul tumore alla prostata.
Prende il via il 29 ottobre ‘Novembre Azzurro’, la prima campagna nazionale sul tema promossa da Europa Uomo, l’associazione italiana che da oltre 15 anni è impegnata nel campo dell’informazione sulle patologie prostatiche.

“Fai luce su di te” è il claim della campagna – patrocinata dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità – che punta a promuovere maggior consapevolezza della malattia nell’universo maschile, e a fornire strumenti per affrontarla. Il carcinoma prostatico è divenuto, nell’ultimo decennio, la neoplasia più frequente nella popolazione maschile nei Paesi occidentali, e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni di età. In Italia si stimano 458.000 persone con pregressa diagnosi di carcinoma prostatico, circa il 30% dei maschi con tumore; oltre 14 milioni di uomini sono a rischio per fascia d’età, familiarità o altri fattori, e solo per il 2018 sono stimate circa 35.000 nuove diagnosi, 100 nuovi casi al giorno. La diagnosi precoce porta il 95% dei pazienti asintomatici a scoprire il tumore alla prostata con 10 anni di anticipo, aumentando notevolmente la possibilità di sconfiggerlo e la prevenzione riduce del 20% il rischio di morte.

Per 5 settimane dunque, dal 29 ottobre al 2 dicembre, la campagna coinvolgerà altrettante Regioni – Lazio, Calabria, Campania, Piemonte e Lombardia – con iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e distribuzione di materiale informativo, oltre a tavole rotonde presiedute da esperti del settore.

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La fertilità si può migliorare anche a tavola: ecco cosa bere e mangiare

Sì a caffè, agrumi, pomodori, ortaggi a foglia verde, uova, pesce, frutta secca e olio extravergine di oliva. No agli eccessi di alimenti piccanti, alcolici, cibi fritti, salumi e latticini.

La fertilità è un argomento delicato, che non può essere ridotto alle scelte che si compiono a tavola. Ma ciò che mangiamo, come peraltro tutte le sostanze con cui si entra in contatto nelle interazioni con l’ambiente, può influenzare la capacità di riprodursi, anche degli uomini.

«La dieta mediterranea aumenta dal 72 al 95 per cento la quota di spermatozoi sani e di elevata qualità – afferma Alessandro Palmieri, urologo al policlinico universitario Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Andrologia -. Il caffè? È sbagliato considerarlo un problema. Se ne possono bere fino a tre al giorno: in questo modo si contribuisce a ridurre fino a un terzo il rischio di soffrire di disfunzione erettile».

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Diventare padri? Ma gli uomini fuggono davanti all’andrologo

In una coppia su quattro fra quelle che chiedono di ricorrere a una procedura di fecondazione assistita, il maschio ha eluso le visite e le verifiche necessarie. E in circa la metà dei casi, il responsabile del mancato concepimento è lui.

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Quando un figlio non arriva, il primo pensiero corre alla donna: il retaggio culturale che attribuisce solo alla madre la responsabilità della procreazione è duro a morire. Così tuttora il primo (e spesso unico) medico interpellato è il ginecologo, mentre il partner maschile resta ancora, troppo spesso, in secondo piano. Invece può incidere non poco sul progetto di diventare genitori se solo se ne valutasse la fertilità. Stando ai dati presentati dalla Società Italiana di Andrologia (Sia), durante l’ultimo congresso nazionale, tra le coppie che ricorrono a una procedura di procreazione medicalmente assistita (Pma) almeno una su quattro “salta” l’andrologo, cui si aggiunge il 25 per cento delle coppie che hanno qualche difficoltà ma non si rivolgono a uno dei 369 Centri di medicina della riproduzione autorizzati in Italia.

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Papilloma virus: infertilità e aborti anche se è colpito lui

Condotto dal dottor Andrea Garolla e dal direttore dell’Unità di andrologia e medicina della riproduzione dell’Azienda ospedaliera di Padova, Carlo Foresta, lo studio tutto italiano sottolinea l’importanza del vaccino contro il papilloma virus per scongiurare il rischio di un abbassamento della fertilità maschile e ridurre le possibilità di aborto. Continua a leggere

Gli andrologi: stile di vita e sport migliorano il sesso

img_progestazione_big_coppiaSmettere di fumare, fare attività fisica regolare, mangiare bene: semplici regole, già note, ma non sempre applicate, che gli Esperti raccomandano per prevenire diverse patologie andrologiche, tra cui deficit erettile e infertilità. Un messaggio che gli Andrologi, riuniti al XXXI Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA) hanno voluto ribadire, sottolineando il ruolo primario dello stile di vita e dello sport nella funzionalità sessuale maschile.

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