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Le app che misurano la fertilità, quali sono e a cosa servono

Sono tante le applicazioni che promettono di rimanere incinte velocemente o di sostituirsi a preservativo e pillola. Ma alcuni studi le smentiscono.

Woman Log, Flo Fem, My Fertility, Daysy, Natural Cycles. Sono solo alcune delle centinaia di app sul mercato, spesso gratuite, per le donne che vogliono tentare di rimanere incinte o, al contrario, avere a portata di mano un “contraccettivo online” che si sostituisca ai metodi tradizionali come pillola o preservativo. Molte sono certificate come dispositivi medici, portando le clienti a pensare di potersi fidare al 100% delle previsioni tecnologiche. Casi recenti di cronaca, come quello avvenuto in Svezia a gennaio, quando alcune ragazze si sono ritrovate incinte dopo aver usato l’app Natural Cycles, stanno smentendo l’attendibilità di queste applicazioni. Così come degli studi internazionali hanno messo in guardia sull’uso corretto di questi dispositivi.

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Fino a che punto possiamo fidarci delle app che registrano la fertilità?

Ne esistono tante e si basano su metodi diversi, ciascuno con i propri livelli di efficacia. Ma quanto sono efficaci questi metodi come metodi contraccettivi presi singolarmente?

Un’app contraccettiva è finita al centro delle cronache per la segnalazione da parte di alcuni ospedali svedesi in seguito ad alcune gravidanze indesiderate collegate al suo utilizzo. Dai media sono stati riportati 37 casi, 51 sono invece quelli di cui si parla nel comunicato ufficiale dell’azienda produttrice, la Natural Cycles, la quale promette di rispondere in materia per ciascuno di quelli segnalati alla Medical Product Agency (Mpa), l’agenzia per il controllo di farmaci e dispositivi medici svedese. Ma Natural Cycles ha da subito precisato anche come, a dispetto degli strilli dei giornali e della sua stessa certificazione europea rivendicata, nessun metodo contraccettivo è efficace al 100%.

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