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Fecondazione eterologa, cosa prevede la legge italiana sulla donazione degli ovuli e come funziona negli altri Paesi

 

La donazione è regolata da una circolare del ministero della Salute: è gratuita ed è legale dal 2014.

1) Cosa prevede la legge italiana sulla donazione di gameti da utilizzare nelle tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita quando uno dei partner è infertile?
La donazione di gameti maschili e femminili (liquido seminale e ovociti) è regolata da una circolare del ministero della Salute che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 con la quale l’eterologa è diventata legale dopo essere stata vietata dalla legge del 2004. La donazione è gratuita e non viene consentita nessuna forma di rimborso neppure in caso di donazione di ovociti che richiede un impegno da parte della donna in termini di ore e di terapie preparatorie.

2) Che cos’è l’egg sharing?
È una forma di donazione gratuita. Una donna giovane in trattamento per infertilità può scegliere di donare alcuni degli ovociti prodotti in eccesso a un’altra paziente che non ne possiede. In Italia c’è enorme difficoltà a reperire gameti rispetto all’offerta estera. Ogni anno vengono eseguiti da noi circa 6-7 mila cicli di eterologa.

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Mancano donatrici per l’eterologa: l’ipotesi rimborso fino a 600 euro

Ogni anno 10 mila coppie vanno all’estero. Il piano di un gruppo di studio del ministero.

L’Italia come la Spagna per favorire la donazione di ovociti? È un’ipotesi ancora abbozzata eppure l’insistenza dei tecnici che si occupano di procreazione medicalmente assistita (Pma) nel rilanciarla anche nei resoconti di riunioni ufficiali rende meno fittizia la prospettiva. L’ultima uscita è in una sintesi di un incontro avuto al ministero della Salute il 18 dicembre dal gruppo di lavoro incaricato dalla Conferenza Stato Regioni (l’organo di raccordo tra le due istituzioni) di seguire l’applicazione in Italia della legge sulla fecondazione artificiale. Tra le criticità collegate alla Pma eterologa, diventata legale nel 2014, si fa esplicito riferimento all’assenza di modalità di rimborso ai donatori.

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Bologna, fecondazione dal grande freddo

Primo caso in Italia di gravidanza artificiale ottenuta dopo il congelamento del tessuto ovarico di una donna malata di tumore.

È alla settima settimana di gravidanza una donna di nemmeno 30 anni che, dopo aver sconfitto un tumore, ha deciso di coronare il sogno di diventare mamma grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Prima il congelamento del tessuto ovarico, quindi la fecondazione in vitro dell’ovulo ottenuto dopo un’adeguata stimolazione ormonale per affrontare questo complesso caso di sterilità. Ed è la prima volta in Italia. «È l’inizio di una nuova gravidanza, siamo contenti», commenta Renato Seracchioli, primario del reparto di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione del Sant’Orsola, «è stata fatta la prima ecografia e si vede l’embrione».

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Presentazione del libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”: sintesi video

Mercoledì 5 dicembre è stato presentato al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano il libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”, edito da Mondadori Electa con il contributo incondizionato di IBSA che donerà 3.000 copie nei centri di PMA di tutta Italia.
Ecco il video che ripercorre i momenti più significativi del “viaggio” che ha consentito di incontrarci e di presentare il nostro progetto più bello.

Un ringraziamento speciale va a Manuela, FlaSka ed Eugenio che sono intervenuti durante la presentazione condividendo le loro emozioni e le loro esperienze con i presenti, ai curatori Cristina Cenci e Francesco Dimitri, alla moderatrice della serata Barbara Racchetti, giornalista di Donna Moderna.

Grazie ancora tutti gli autori e le autrici che dal 2016 ad oggi hanno donato il loro racconto a Parole Fertili, perché ogni singola storia è riuscita a farci sentire meno soli durante il viaggio più importante.

Dedicato a chi non ha potuto esserci e a chi era lì a emozionarsi insieme a noi: ecco il video che ripercorre i momenti…

Pubblicato da ParoleFertili su Venerdì 7 dicembre 2018

Nel Lazio boom di richieste per la fecondazione eterologa: sono già 200

Nella Asl Roma 1 attivati due centri in convenzione: si tratta del Sant’Anna e del San Filippo Neri. Basta chiamare il Recup ed essere maggiorenni, ma la donna non deve aver più di 43 anni. Tre i tentativi consentiti. I costi più che dimezzati rispetto al privato.

Avere un bambino resta uno dei desideri più grandi per le coppie laziali, e non solo. Lo dimostra il grande numero di richieste arrivate al Centro prenotazioni (Recup) della Regione, ad appena un mese di distanza dall’attivazione del servizio di fecondazione eterologa in due centri pubblici della Asl Roma 1. Richieste che ammontano già ad oltre duecento.

Dal 27 luglio di quest’anno, data in cui la Regione Lazio si è aggiunta alla lista degli enti che erogano la fecondazione in convenzione, i centri di procreazione medicalmente assistita (Pma) del Sant’Anna in via Garigliano e dell’ospedale San Filippo Neri hanno ricevuto in tutto oltre un centinaio di richieste di appuntamento. A cui vanno aggiunte altre cento coppie che avevano già tentato con la fecondazione omologa, senza che però andasse a buon fine. Ad essere interessate sono soprattutto coppie residenti nel Lazio, in lista d’attesa in centri pubblici di altre regioni.

Immediata la risposta: già nei primi giorni di agosto erano infatti partiti gli ordini per fare arrivare i criocontenitori con gli ovociti dei donatori esterni alla coppia. «Stiamo costruendo una rete di servizi che sappia dare risposte alle esigenze della donna e della famiglia – ha commentato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato -. Dallo screening mammario al percorso nascita e alla fecondazione assistita, passando per il servizio di oncofertilità recentemente attivato. Una sanità senza disavanzo è una sanità che offre servizi migliori e nuovi, che prima non esistevano».

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Roma, aperto il primo servizio di fecondazione eterologa del Lazio

Al Sant’Anna di via Garigliano sarà sufficiente prenotare una prima visita ginecologica per infertilità attraverso il cup e recup regionale con l’impegnativa del medico. Accesso alle tecniche consentito a donne che non abbiano compiuto 43 anni.

Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti con l’assessore alla Sanità e l’integrazione socio-sanitaria, Alessio D’Amato e il dg della Asl Roma 1, Angelo Tanese hanno inaugurato alle ore 12 il primo servizio di fecondazione eterologa attivo nel Lazio al presidio Sant’Anna, in via Garigliano 55. Una novità dato che a partire da oggi la fecondazione eterologa offerta dal servizio pubblico arriva nella regione Lazio, nella capitale, nelle sedi del S.Anna e del San Filippo Neri che fanno capo alla Asl Roma 1.

Si tratta del primo servizio pubblico del centro-sud Italia e di una possibilità in più per le coppie con diagnosi di infertilità che stanno cercando di avere figli e vogliono farlo in una struttura pubblica del Sistema Sanitario Regionale. Un’opportunità in più quindi per i romani che per avere un figlio tramite fecondazione assistita fino ad oggi erano costretti a pagare un centro privato o andare all’estero.

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In aumento le coppie che ricorrono alla procreazione assistita, boom dell’eterologa

I bimbi nati con donazione di gameti sono cresciuti in un anno del 142 per cento. I dati contenuti nel rapporto trasmesso dal ministero della Salute al Parlamento.

Aumenta in Italia il ricorso alla procreazione assistita. È il dato che emerge dalla relazione annuale sull’attività dei centri italiani trasmessa dal ministero della Salute al Parlamento.
Dal 2015 al 2016 le coppie che si sono sottoposte a trattamenti di fecondazione assistita sono passate da 74292 a 77522 e l’incremento è determinato soprattutto dal ricorso all’eterologa e a tecniche omologhe con crioconservazione di gameti. Cresce anche il numero dei bambini nati vivi, da 12836 a 13582.

• AUMENTANO I BIMBI NATI CON L’ETEROLOGA
Il rapporto del ministero della Salute mostra che in un anno i bimbi nati con fecondazione eterologa sono aumentati del 142 per cento, passando da 601 a 1457. E mentre le coppie che fanno ricorso alla fecondazione omologa risultano in calo, quelle che si sono rivolte alla procreazione assistita con donazione di gameti ha visto una crescita del 121 per cento. Dei  6247 cicli di fecondazione eterologa, 1611 sono con donazione di seme, pari al 25,8 per cento, 2901 sono quelli con donazione di ovociti (freschi e congelati), pari al 46,4 per cento, 1735 sono quelli con embrioni, precedentemente formati da gameti donati e crioconservati, pari al 27,8 per cento. I cicli che hanno utilizzato seme donato importato (“eterologa maschile”) sono 1.369, pari al 84,4 per cento del totale dei cicli con donazione di seme, e i cicli con ovociti importati (“eterologa femminile”) sono 2.727, pari all’94 per cento del totale dei cicli con donazione di ovociti.

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Fecondazione eterologa: mancano donatori italiani

A 4 anni dal via libera, la fecondazione eterologa stenta a decollare per le molte problematiche irrisolte, tra cui spicca la mancanza di donatori di gameti.

I figli della fecondazione eterologa in Italia sono per almeno metà, ovvero da parte materna o paterna, geneticamente stranieri, poiché i gameti sono nella quasi totalità dei casi di provenienza estera. Per questo, è necessario sensibilizzare per promuovere le donazioni nel nostro Paese. Lo afferma la Siru (Società italiana di riproduzione umana), che lancia il progetto ACQuOS (Audit Control Quality Oocyte and Spermatozoa), un’attività di valutazione indipendente dei gameti importati in Italia dalle banche estere nell’ambito della fecondazione eterologa, per assicurare alle coppie la totale sicurezza delle procedure.

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La Pma nei Livelli essenziali di Assistenza. Cosa cambia?

Un nuovo traguardo in materia di procreazione assistita e diritti dei genitori: il 12 gennaio, dopo un iter burocratico complesso, il Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin ha annunciato l’approvazione di nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza).

pma

 

Tra le prestazioni sanitarie che il sistema nazionale dovrà fornire gratuitamente c’è la fecondazione eterologa. Con questa, anche l’anestesia epidurale, per le donne in gravidanza, e l’aggiornamemento degli elenchi di malattie rare e croniche. Un passo avanti nella sanità italiana che il ministro ha annunciato con un tweet.

 

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