Articoli

Pronto per la fecondazione. E’ il primo ovocita umano cresciuto in laboratorio

Per la prima volta una cellula riproduttiva è stata prelevata da tessuto ovarico e fatta sviluppare in provetta fino ad arrivare allo stadio in cui può essere fertilizzata. Risultato straordinario, ma solo un primo passo.

C’è riuscita. E non poteva che essere lei, Evelyn Telfer, che da trent’anni studia la complessa macchina della riproduzione umana. Con un risultato straordinario, anche se iniziale. Il primo passo per poter dare una possibilità di gravidanza sicura anche alle donne che si ammalano – e poi guariscono – da un tumore. Telfer e il suo gruppo sono riusciti a isolare degli ovociti dal tessuto ovarico fresco, e a farli poi crescere in laboratorio in diversi substrati fino ad arrivare al grado di maturazione giusto per poter essere fecondati. E lì si sono fermati, pubblicando i risultati del loro studio su Molecular Human Reproduction. Con tante domande. Legate anche alla scarsa numerosità del campione. E l’ipotesi che quegli ovociti maturati in laboratorio possano essere fecondati.

Continua a leggere

La fertilità è anche una questione di fiuto. Molecole olfattive presenti sugli spermatozoi

Gli spermatozoi sono capaci di “odorare” poiché possiedono numerosi recettori olfattori simili a quelli contenuti nella mucosa olfattiva del naso che servono a riconoscere e distinguere gli odori. Presenti sulla superficie dello spermatozoo, questi recettori svolgono un importante ruolo sia nella maturazione, sia nell’attivazione spermatica e nel processo di fecondazione dell’ovocita.

È questo il risultato di uno studio condotto da ricercatori del Policlinico A. Gemelli di Roma pubblicato «Nel nostro studio l’applicazione di moderne piattaforme di proteomica (per studiare le proteine umane) ha consentito di identificare ben otto differenti recettori olfattori presenti come frammenti nel liquido seminale ed espressi sulla superficie dello spermatozoo, nei tubuli seminiferi del testicolo e nell’epididimo», ha spiegato Alfredo Pontecorvi, Direttore dell’Istituto Scientifico Internazionale “Paolo VI” – ISI e dell’Area di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo del Policlinico A. Gemelli di Roma. «I nostri dati evidenziano inoltre un ruolo importante per questi recettori poiché essi consentirebbero allo spermatozoo di fiutare le sostanze chimiche rilasciate dall’ovocita e di dirigersi verso di esso allo scopo di fecondarlo». sulla rivista scientifica Frontiers in Endocrinology.

Continua a leggere

Perché con gli anni si diventa meno fertili

Che con l’età la fertilità femminile diminuisca è risaputo. Ma quale sia la ragione specifica per cui le cellule uovo, superate una certa età, abbiano maggiori difficoltà a generare nell’incontro con lo spermatozoo un embrione vitale è molto meno chiaro. Ora uno studio di ricercatori canadesi aggiunge un tassello interessante al quadro. Continua a leggere

La relazione tra lo Stress e l’infertilità

Negli ultimi tempi diversi autori si sono interessati a studiare il legame che collega l’ infertilità con lo stress: sembra che tra essi si possa instaurare un doppio legame, in cui l’ infertilità stessa si tradurrebbe in una forte stressor per i soggetti che la sperimentano, e a sua volta lo stress stesso, con la sua risposta fisiologica, sembrerebbe interferire con la funzione riproduttiva.

Infertilita-e-stress-come-si-influenzano-reciprocamente-3-680x365

 

Gli stress emozionali possono influenzare l’ovulazione e la spermatogenesi e possono creare situazioni di estrema rarità (oligozoospermia) o mancanza (azoospermia) di produzione di spermatozoi. Si può ipotizzare che lo stress psicologico che include alti livelli di depressione o ansia, che consegue una diagnosi di infertilità o dovuto alle invasive tecniche procreative, può a sua volta avere un effetto sulle funzioni biologiche, particolarmente sull’equilibrio endocrino e sulle funzioni sessuali tali da creare un circolo vizioso (Basile, Fasolo, Conversano, Lenzi, 2007)

 

Continua a leggere su State of Mind

Fecondazione assistita: il privato diventa “pubblico”

Nei prossimi mesi 15 centri privati di fecondazione assistita del Lazio saranno accreditati con il Servizio sanitario regionale. Ecco cosa cambierà

Continua a leggere

Fecondazione: esperto, con social freezing prima dei 38 anni 52% chance bebè

Il ‘social freezing’ è una tecnica avanzata di procreazione medicalmente assistita per conservare i propri ovociti.

Crioconservazione

Articolo su Panorama

‘Fermare’ l’orologio biologico e rimandare la maternità a tempi migliori. A questo scopo la procreazione medicalmente assistita con tecniche sempre più avanzate e sicure propone il ‘social freezing’. Una pratica possibile anche in Italia “consigliata prima dei 38 anni di età. In questo modo, cioè conservando i propri ovociti, le chance di ottenere una gravidanza nel momento che si riterrà più opportuno sono del 52%. Se eseguita prima dei 35 anni si arriva al 65%. La possibilità di concepimento futuro utilizzando gli ovociti crioconservati dipende, infatti, dal numero e dalla qualità delle cellule recuperate. Ed entrambi questi fattori sono connessi all’età e alla riserva ovarica della paziente al momento della raccolta”. A parlarne Pasquale Bilotta, direttore scientifico della clinica Alma Res di Roma, che lancia un ‘cartoon’ sul web per sensibilizzare le donne in età fertile sul tema.

Continua a leggere l’articolo su Panorama.