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Diabete e tiroide: fertilità a rischio

Il 15% delle coppie ha difficoltà nel concepimento.
Spesso, però, la causa non è da ricercare in problemi legati all’apparato riproduttivo ma in altre patologie. Specie quelle endocrinologiche come  il diabete o le disfunzioni della tiroide o, ancora, quelle dell’ipofisi.

La fertilità negli uomini con diabete mellito è generalmente ridotta rispetto alla popolazione generale», spiega Olga Disoteo,  della S.S.D. Diabetologia del Niguarda di Milano membro del Gruppo di lavoro Diabete dell’Associazione Medici Endocrinologi che tra qualche settimana si riunirà a congresso a Roma. «Infatti, la motilità spermatica è significativamente più bassa e sono più frequenti difetti e immaturità rispetto allo sperma degli uomini senza diabete. Nelle donne con diabete, a meno di altri disturbi come l’ovaio policistico, non vi è evidenza di fertilità ridotta: esse hanno circa il 95% della probabilità di avere un bambino a patto che controllino bene il diabete prima e durante la gravidanza».

Ma anche le disfunzioni tiroidee non sono innocue per la fertilità: «portano ad una riduzione della fertilità sia nelle donne che negli uomini ed è quindi consigliabile una valutazione della funzionalità tiroidea in caso di infertilità della coppia», avverte Rinaldo Guglielmi direttore Struttura Complessa Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale e past president AME.

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Le gonadotropine come approccio all’infertilità di coppia: le nuove linee guida

Che cosa sono le gonadotropine, come funzionano e come vengono usate per trattare l’infertilità di coppia?

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato un Position Paper sull’utilizzo  delle gonadotropine nell’approccio farmacologico all’infertilità di coppia.

 

 

Ricordiamo che per infertilità si intende l’incapacità di concepire entro i primi  12-18 mesi di tentativi mirati, condizione che attualmente interessa l’8-20% delle coppie che si trovano in età fertile.

Le cause di infertilità, dai dati recenti del registro Italiano della PMA risultano così suddivise:

  • 35,5% cause femminili (disordini ovulatori, endometriosi, malformazione degli organi sessuali)
  • 35,4% cause maschili
  • 15% cause di coppia
  • 13,2% cause idiopatiche (= senza causa apparente)
  • 1% altre cause

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Quando l’infertilità è maschile: la storia di Anna e Roberto

A vederla dall’esterno, Anna ha una vita desiderabile. Felicemente sposata con Roberto, un uomo sano e affascinante, una casa accogliente e un lavoro sicuro.  Ma c’è un vuoto devastante e silenzioso nella loro vita: dopo due anni di tentativi non sono ancora riusciti ad avere un bambino.

Per più di un anno Anna si è sottoposta a numerosi esami senza venirne a capo. Apparentemente, nessun problema, infertilità inspiegata? I due, stanchi di non trovare una risposta ai loro problemi, decidono di rivolgersi ad un medico specializzato in infertilità per sentire un secondo parere. E’ solo lì che iniziano gli esami anche per Roberto, fino a quel momento quasi del tutto ignorato da un punto di vista mediinfertilita-di-coppia-padovaco. Roberto si sottopone ad alcuni test che evidenziano un basso numero di spermatozoi. Dopo un anno e mezzo, i due hanno individuato la causa e possono iniziare il percorso terapeutico più adeguato.

Questa storia è solo un esempio di come, tuttora, quando si parla di infertilità si tende a concentrarsi soprattutto sulla donna, vista come unica protagonista dell’atto del concepimento.

Eppure, l’infertilità colpisce gli uomini quanto le donne. Secondo il Registro Nazionale di PMA, “la fertilità maschile ha subito una significativa riduzione”. Numerosi studi dimostrano che la percentuale di milioni di spermatozoi per millilitro si sarebbe quasi dimezzata negli ultimi 50 anni. Per questo motivo circa il 35% dei casi di infertilità ha una causa maschile. (fonte ISS)

L’infertilità maschile rappresenta un problema non solo sanitario ma anche sociale: recenti studi  hanno sottolineato che 1 giovane su 3 in Italia è a rischio di infertilità, confermando l’evidenza di un problema non solo sanitario ma anche sociale ed economico . Risulta fondamentale quindi una strategia preventiva e di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai giovani sui comportamenti e stili di vita che possono avere risvolti negativi sulla fertilità e la salute sessuale.

La storia di Anna e Roberto vuole ricordare a tutte le coppie in cerca di un figlio che l’infertilità è un problema di coppia, da affrontare insieme. Fare squadra aiuterà ad affrontare il problema con più serenità, abbracciarsi e sostenersi a vicenda senza accusare l’altro di eventuali fallimenti. L’infertilità non è una colpa, non è una sconfitta e sopratutto, non è una condizione di cui vergognarsi.