Articoli

Fecondazione eterologa, cosa prevede la legge italiana sulla donazione degli ovuli e come funziona negli altri Paesi

 

La donazione è regolata da una circolare del ministero della Salute: è gratuita ed è legale dal 2014.

1) Cosa prevede la legge italiana sulla donazione di gameti da utilizzare nelle tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita quando uno dei partner è infertile?
La donazione di gameti maschili e femminili (liquido seminale e ovociti) è regolata da una circolare del ministero della Salute che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 con la quale l’eterologa è diventata legale dopo essere stata vietata dalla legge del 2004. La donazione è gratuita e non viene consentita nessuna forma di rimborso neppure in caso di donazione di ovociti che richiede un impegno da parte della donna in termini di ore e di terapie preparatorie.

2) Che cos’è l’egg sharing?
È una forma di donazione gratuita. Una donna giovane in trattamento per infertilità può scegliere di donare alcuni degli ovociti prodotti in eccesso a un’altra paziente che non ne possiede. In Italia c’è enorme difficoltà a reperire gameti rispetto all’offerta estera. Ogni anno vengono eseguiti da noi circa 6-7 mila cicli di eterologa.

Continua a leggere

Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

Continua a leggere

 

La Regione Lazio stanzia 4,3 milioni per la fecondazione assistita

I fondi ai centri pubblici saranno così ripartiti: 1,5 milioni al Pertini, 840 mila euro al San Filippo Neri, 700 mila all’Umberto I, 635 mila al Sant’Anna, 300 mila al San Camillo, 277 mila al Goretti di Latina. Aumentano le coppie con problemi di infertilità.

La Regione Lazio con un decreto del Commissario ad acta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) da ripartire tra i centri pubblici per favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni così ripartiti: oltre 1,5 milioni per l’ospedale Pertini, 840 mila euro per il San Filippo Neri, 700 mila euro per il Policlinico Umberto I, 635 mila euro per il Sant’Anna, 300 mila euro per il San Camillo e 277 mila euro per l’ospedale Goretti di Latina.

«Negli ultimi anni il numero delle coppie con problemi di infertilità è cresciuto notevolmente – commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. L’infertilità rappresenta una problematica di interesse sanitario e sociale. Dobbiamo assicurare alle coppie tutto il supporto, l’assistenza e i trattamenti necessari secondo le modalità più appropriate. Abbiamo dunque ritenuto necessario lo stanziamento di questo fondo per rimuovere gli ostacoli, e migliorare i tempi di assistenza facilitando così l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nei centri pubblici della nostra Regione». Una quota del fondo sarà inoltre destinata per la progettazione e sviluppo di campagne informative.

Continua a leggere

Mancano donatrici per l’eterologa: l’ipotesi rimborso fino a 600 euro

Ogni anno 10 mila coppie vanno all’estero. Il piano di un gruppo di studio del ministero.

L’Italia come la Spagna per favorire la donazione di ovociti? È un’ipotesi ancora abbozzata eppure l’insistenza dei tecnici che si occupano di procreazione medicalmente assistita (Pma) nel rilanciarla anche nei resoconti di riunioni ufficiali rende meno fittizia la prospettiva. L’ultima uscita è in una sintesi di un incontro avuto al ministero della Salute il 18 dicembre dal gruppo di lavoro incaricato dalla Conferenza Stato Regioni (l’organo di raccordo tra le due istituzioni) di seguire l’applicazione in Italia della legge sulla fecondazione artificiale. Tra le criticità collegate alla Pma eterologa, diventata legale nel 2014, si fa esplicito riferimento all’assenza di modalità di rimborso ai donatori.

Continua a leggere

Bologna, fecondazione dal grande freddo

Primo caso in Italia di gravidanza artificiale ottenuta dopo il congelamento del tessuto ovarico di una donna malata di tumore.

È alla settima settimana di gravidanza una donna di nemmeno 30 anni che, dopo aver sconfitto un tumore, ha deciso di coronare il sogno di diventare mamma grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Prima il congelamento del tessuto ovarico, quindi la fecondazione in vitro dell’ovulo ottenuto dopo un’adeguata stimolazione ormonale per affrontare questo complesso caso di sterilità. Ed è la prima volta in Italia. «È l’inizio di una nuova gravidanza, siamo contenti», commenta Renato Seracchioli, primario del reparto di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione del Sant’Orsola, «è stata fatta la prima ecografia e si vede l’embrione».

Continua a leggere

Presentazione del libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”: sintesi video

Mercoledì 5 dicembre è stato presentato al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano il libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”, edito da Mondadori Electa con il contributo incondizionato di IBSA che donerà 3.000 copie nei centri di PMA di tutta Italia.
Ecco il video che ripercorre i momenti più significativi del “viaggio” che ha consentito di incontrarci e di presentare il nostro progetto più bello.

Un ringraziamento speciale va a Manuela, FlaSka ed Eugenio che sono intervenuti durante la presentazione condividendo le loro emozioni e le loro esperienze con i presenti, ai curatori Cristina Cenci e Francesco Dimitri, alla moderatrice della serata Barbara Racchetti, giornalista di Donna Moderna.

Grazie ancora tutti gli autori e le autrici che dal 2016 ad oggi hanno donato il loro racconto a Parole Fertili, perché ogni singola storia è riuscita a farci sentire meno soli durante il viaggio più importante.

Dedicato a chi non ha potuto esserci e a chi era lì a emozionarsi insieme a noi: ecco il video che ripercorre i momenti…

Pubblicato da ParoleFertili su Venerdì 7 dicembre 2018

Infertilità secondaria: quando il secondo figlio non arriva

Non tutti sanno che, anche se si ha avuto una gravidanza, avere un secondo bambino può essere complicato.

Chi ha già avuto un bambino è spesso convinto che non avrà alcun problema di concepimento quando sceglierà di diventare genitore per la seconda volta. Eppure in alcuni casi non va così: si tratta di quella che in gergo ginecologico viene chiamata infertilità secondaria, ovvero la difficoltà a concepire una seconda volta, nonostante si abbia alle spalle una gravidanza conclusa con successo. Quali sono le motivazioni di questo problema e come si può intervenire? Ecco tutto ciò che devi sapere.

Infertilità secondaria: le cause

Difficile dire a priori quali possano essere i motivi delle difficoltà nel concepire un secondo figlio. La prima causa è sicuramente l’età della donna: il picco di fertilità infatti va dai 20 ai 30 anni, per calare poi con l’andare degli anni. Se un secondo figlio si fa desiderare e gli anta si avvicinano, rivolgiti subito al tuo medico di fiducia, che saprà consigliarti cosa fare. Dopo la prima gravidanza, poi, possono essere insorti altri problemi, infezioni, complicanze morfologiche, patologie secondarie, o ancora delle alterazioni ormonali, dovute magari a un aumento di peso. Esistono anche le cause maschili, ovviamente. Non sottovalutiamo poi lo stile di vita che può influire anche sulla quantità e qualità dello sperma, che varia anche a causa di ipertensione, diabete, fumo o alcool.

Continua a leggere

Alessia, il tumore mi ha tolto la gioia di diventare mamma ma ora aiuto le altre donne

Da un’esperienza negativa e’ nata un’associazione in Lombardia.

Non s’è arresa anche se il tumore le ha tolto tanto, facendola sentire privata di una parte della sua femminilità per lei importante. Ora ha dato il via a un progetto in Lombardia per aiutare altre donne che hanno affrontato o stanno affrontando “una malattia ancora per certi versi sconosciuta, sottovalutata e subdola, come il cancro ovarico, una patologia complessa che richiede competenze altamente specialistiche e una diagnosi tempestiva”. Alessia Sironi, giornalista, che ha affrontato con determinazione ben due neoplasie (una alla mammella e un’atra all’utero), facendo squadra con altre quattro donne, ha da poco creato la costola lombarda dell’associazione Acto Onlus (Alleanza contro il tumore ovarico), Acto Lombardia, che si è costituita da pochissimo.

Continua a leggere

Michelle Obama rompe il muro del silenzio su un tema (ancora) scomodo: «Le mie figlie nate con la fecondazione assistita»

L’ex First Lady racconta la scelta sua e di Barack Obama di ricorrere alla Fivet per diventare genitori. Come lei molte altre star, da Nicole Kidman a Hugh Jackman, hanno condiviso le loro esperienze affinché questo non sia più un argomento tabù. L’omertà fa solo male.

È bastata una piccola anticipazione dell’autobiografia di Michelle Obama per riportare al centro del dibattito pubblico – non solo femminile – un argomento giudicato (da troppi) ancora scomodo: i modi in cui la scienza aiuta le persone a conquistare il sogno di diventare mamme e papà. L’ex First Lady, infatti, nella sua autobiografia Becoming, che uscirà anche in Italia fra qualche giorno per Garzanti, racconta il dettaglio intimo del concepimento delle due figlie, avvenuto in entrambi i casi attraverso la fecondazione in vitro. «Vent’anni fa mi sono sentita sola e perduta», inizia a raccontare Michelle, descrivendo quanto forte fosse il desiderio, suo e di Barack Obama, di avere dei figli, «ma le cose non andavano bene. Un test di gravidanza risultò positivo: dimenticammo tutte le preoccupazioni, pazzi di gioia. Ma un paio di settimane dopo ebbi un aborto spontaneo. Stavo male fisicamente e tutti e due avevamo perso il nostro ottimismo.

Continua a leggere

PMA: tra le cause di insuccesso le infezioni non curate

Mentre le cause genetiche e il fattore età sono abbondantemente studiati, la diagnostica microbiologica a tutt’oggi continua ad essere piuttosto trascurata.

In Italia, nel 2016, 13.582 bambini sono nati grazie alla procreazione medicalmente assistita (Pma). Rappresentano il 2.9% di tutte le nascite. Più di 77 mila coppie si sono sottoposte alla Pma. La percentuale di esiti positivi è del 7-13% per le tecniche più semplici e del 25% per quelle più complesse. Tra le cause di insuccesso, le infezioni sia maschili sia femminili, che sono in continuo aumento e la cui tempestiva diagnosi e cura consentirebbero invece un esito decisamente più positivo delle procedure di procreazione. Un’attenta e appropriata diagnosi microbiologica eseguita preventivamente nelle coppie infertili, da un lato consentirebbe ad alcune di raggiungere una fertilità naturale e dall’altro ridurrebbe in modo significativo i casi di insuccesso nelle coppie che accedono alla Pma.

Continua a leggere