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La gravidanza dopo un tumore: tutto quello che c’è da sapere

Dall’effetto dei farmaci oncologici alle tecniche per la preservazione della fertilità. Facciamo il punto sulle nuove conoscenze in fatto di tumori e gravidanza.

Avere un figlio è il sogno di molte donne, ma a volte le cose non vanno come si vorrebbe: c’è chi purtroppo si trova a dover affrontare una diagnosi oncologica durante la gravidanza – circa un caso ogni 1000-2000 gravidanze -, e chi invece il cancro lo ha già “conosciuto” da vicino e sta affrontando i trattamenti antitumorali – spesso causa di infertilità –, con la paura che la possibilità di diventare mamma rimanga soltanto un sogno confinato nel cassetto. L’argomento è stato al centro di una sessione del Congresso dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in cui si è parlato di rischi e prospettive.

• CANCRO E GRAVIDANZA: IL TEMPO “GIUSTO”
Una delle principali paure delle pazienti riguarda, ad esempio, l’effetto “ritardato” dei farmaci sul futuro bambino. “È stato appena pubblicato un lavoro che fa vedere come nelle donne che hanno avuto una pregressa neoplasia, la gravidanza successiva non è associata a un aumento del tasso di malformazione del feto”, spiega Fedro Alessandro Peccatori, Direttore dell’Unità di Fertilità e Procreazione in oncologia all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, tra il relatori della sessione: “Però se la gravidanza si verifica in un tempo inferiore a un anno dalla fine dei trattamenti, c’è un rischio maggiore di avere neonati più piccoli per l’età gestazionale (Sga), e un’incidenza più alta di parti prematuri.

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Parole Fertili diventa un libro!

 “La mia storia è una storia comune. È la storia di Anna, di Silvia, di Michela, di Valentina, di Maria. L’ho condivisa per passione, per esorcizzare la paura, per mettere in riga pensieri sparsi. E poi l’ho fatto per altruismo, perché spero che un giorno possa essere un appiglio, una speranza, un motivo di sprono, una dedica a tutte quelle meravigliose donne che lottano indefesse e fiere, che donano se stesse per il proprio figlio prima ancora che venga procreato, quando il suo alito di vita è solo una speranza di dono.”


La condivisione e il dono sono i valori che caratterizzano la nostra community che cresce giorno dopo giorno. Oggi il progetto Parole Fertili è diventato un libro!
È con immenso piacere che vi annunciamo che dal 4 dicembre “Parole Fertili – Viaggio alla ricerca di un figlio” sarà tra gli scaffali delle librerie in tutta Italia.
3.000 copie
verranno donate nei centri di PMA di tutto il Paese, con il contributo incondizionato di IBSA, per offrire parole “fertili” a chi sta affrontando l’esperienza della Procreazione Medicalmente Assistita.
Grazie all’impegno di tutti, dunque,  Parole Fertili è oggi pronto a uscire dalla Rete e allargare i suoi orizzonti!

Edito da Mondadori Electa, a cura di Cristina Cenci e Francesco Dimitri, il libro racchiude più di 50 storie, viaggi differenti tra loro ma con un unico fil rouge: il desiderio di poter stringere tra le braccia il frutto del proprio amore.

Attraverso le esperienze che sono state donate in forma anonima sulla piattaforma online www.parolefertili.it, questo libro vuole offrire un supporto a chi si trova davanti a realtà inaspettate e a volte inspiegate, a chi intraprende il difficile percorso della PMA e a chi ha bisogno di non sentirsi solo in questo viaggio comune a tante coppie. Lo spazio digitale e anonimo consente di uscire dalla solitudine, di condividere scelte, dubbi, problemi, aspettative con chi sta affrontando lo stesso viaggio, uno dei viaggi più importanti della vita: quello alla ricerca di un figlio.

Quando le cose vanno bene è bello poter condividere la gioia con qualcuno e, quando non vanno come previsto, è importante sentire delle voci amiche, altri viaggiatori che comprendono e che provano o che hanno provato le stesse sensazioni, paure e incertezze. La ricerca di un figlio è un viaggio non sempre facile da intraprendere, a volte si presentano sfide che si tramutano in esami, punture e speranze disattese, i sentimenti prendono il sopravvento e l’unica cosa che ci si vorrebbe sentire dire è “andrà tutto bene”.

Se il progetto Parole Fertili è cresciuto così tanto in questi anni è perché è stato riconosciuto come uno spazio autentico e delicato e soprattutto è stato intercettato il significato del dono: il dono della propria storia agli altri, ma anche della propria attenzione ed empatia per gli altri quando i lettori simbolicamente «adottano» una delle storie pubblicate.

Grazie per il vostro affetto. Continuiamo a viaggiare insieme!

Il team Parole Fertili

Infertilità idiopatica, la risposta si trova nella genetica

La genetica può dare una risposta ai casi di infertilità idiopatica.
“L’infertilità idiopatica, ovvero quell’infertilità che apparentemente non ha cause specifiche, è una condizione che interessa circa il 10-15% delle coppie con problemi riproduttivi – spiega Marina Bellavia, specialista in Medicina della riproduzione.

È una condizione frustrante: ci si sente dire che tutto è normale, ma la gravidanza non arriva.
L’inquadramento diagnostico di queste coppie è fondamentale”. In assenza di endometriosi o di malattie specifiche come la sindrome delle ovaie policistiche o patologie uterine come i polipi endometriali o con parametri del liquido seminale che non fanno suonare campanelli di allarme, orientarsi può essere complesso.

 

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Michelle Obama rompe il muro del silenzio su un tema (ancora) scomodo: «Le mie figlie nate con la fecondazione assistita»

L’ex First Lady racconta la scelta sua e di Barack Obama di ricorrere alla Fivet per diventare genitori. Come lei molte altre star, da Nicole Kidman a Hugh Jackman, hanno condiviso le loro esperienze affinché questo non sia più un argomento tabù. L’omertà fa solo male.

È bastata una piccola anticipazione dell’autobiografia di Michelle Obama per riportare al centro del dibattito pubblico – non solo femminile – un argomento giudicato (da troppi) ancora scomodo: i modi in cui la scienza aiuta le persone a conquistare il sogno di diventare mamme e papà. L’ex First Lady, infatti, nella sua autobiografia Becoming, che uscirà anche in Italia fra qualche giorno per Garzanti, racconta il dettaglio intimo del concepimento delle due figlie, avvenuto in entrambi i casi attraverso la fecondazione in vitro. «Vent’anni fa mi sono sentita sola e perduta», inizia a raccontare Michelle, descrivendo quanto forte fosse il desiderio, suo e di Barack Obama, di avere dei figli, «ma le cose non andavano bene. Un test di gravidanza risultò positivo: dimenticammo tutte le preoccupazioni, pazzi di gioia. Ma un paio di settimane dopo ebbi un aborto spontaneo. Stavo male fisicamente e tutti e due avevamo perso il nostro ottimismo.

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PMA: tra le cause di insuccesso le infezioni non curate

Mentre le cause genetiche e il fattore età sono abbondantemente studiati, la diagnostica microbiologica a tutt’oggi continua ad essere piuttosto trascurata.

In Italia, nel 2016, 13.582 bambini sono nati grazie alla procreazione medicalmente assistita (Pma). Rappresentano il 2.9% di tutte le nascite. Più di 77 mila coppie si sono sottoposte alla Pma. La percentuale di esiti positivi è del 7-13% per le tecniche più semplici e del 25% per quelle più complesse. Tra le cause di insuccesso, le infezioni sia maschili sia femminili, che sono in continuo aumento e la cui tempestiva diagnosi e cura consentirebbero invece un esito decisamente più positivo delle procedure di procreazione. Un’attenta e appropriata diagnosi microbiologica eseguita preventivamente nelle coppie infertili, da un lato consentirebbe ad alcune di raggiungere una fertilità naturale e dall’altro ridurrebbe in modo significativo i casi di insuccesso nelle coppie che accedono alla Pma.

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Come l’endometriosi incide sulla fertilità della donna

Edgardo Somegliana, responsabile del Centro per la Procreazione medicalmente assistita del Policlinico di Milano, ci spiega quali sono le probabilità di diventare madre per chi soffre di questa malattia.

Il dottore parla delle opzioni quali sono l’operazione e la procreazione medicalmente assistita, come la fecondazione in vitro.In particolare l’esperto illustra la tecnica della fecondazione in vitro e le relative percentuali di successo, parlando anche degli abbandoni.

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Ottobre mese del Babyloss Awareness

Il 15 ottobre ricorre il Babyloss Awareness Day, la giornata mondiale della consapevolezza sul lutto in gravidanza e dopo la nascita. Numerose iniziative sono state organizzate in tutta Italia, tra cui l’illuminazione dei monumenti con i colori rosa e blu, simbolo della morte perinatale, per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema così doloroso e delicato.

Nella settimana dal 13 al 20 Ottobre si svolgono in tutto il mondo eventi di sensibilizzazione, formazione e commemorazione, per unire le famiglie, gli operatori sanitari e la cittadinanza.

L’iniziativa si chiama Babyloss Awareness e Babyloss Awareness Day per il 15 ottobre, giornata principale della manifestazione. Associazioni di genitori in tutto il mondo organizzano nel mese di ottobre iniziative pubbliche sul tema della perdita perinatale.

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Louise Brown, la prima bambina nata in provetta, compie 40 anni

È nata il 25 luglio 1978 all’ospedale di Oldham, nel Nord dell’Inghilterra, cambiando la storia della medicina. Ha raccontato la sua vita in un libro, «40 Years of IVF – My Life as the world’s first test tube baby».

«Questa settimana è quella del mio 40° compleanno. Come la maggior parte delle persone, probabilmente preferirei non farlo sapere troppo in giro. Ma, in tutto il mondo, il 25 luglio si celebra anche il 40° anniversario della fecondazione in vitro, la procedura che ha portato alla mia nascita».

Louise Brown è stata la prima bambina concepita «in provetta». È nata all’ospedale di Oldham, nel Nord dell’Inghilterra, e ha cambiato la storia della medicina. Ha raccontato la sua vita in un libro, 40 Years of IVF – My Life as the world’s first test tube baby, che si può trovare qui.

«Una ricerca del mese scorso afferma che otto milioni di persone sono nate attraverso la fecondazione in vitro, da allora. Una mostra al Science Museum di Londra parla di sei milioni: nessuno è sicuro dei dati esatti perché ogni giorno ci sono bambini che nascono attraverso tecniche di riproduzione assistita.

Quando sono nata, Patrick Steptoe e Robert Edwards, i due uomini che hanno inventato la tecnica, hanno suggerito che il mio secondo nome fosse Joy. Hanno detto che la mia nascita avrebbe portato gioia a tante persone. Quarant’anni e milioni di bambini dopo, molti saranno d’accordo sul fatto che avevano ragione.

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Le gonadotropine come approccio all’infertilità di coppia: le nuove linee guida

Che cosa sono le gonadotropine, come funzionano e come vengono usate per trattare l’infertilità di coppia?

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato un Position Paper sull’utilizzo  delle gonadotropine nell’approccio farmacologico all’infertilità di coppia.

 

 

Ricordiamo che per infertilità si intende l’incapacità di concepire entro i primi  12-18 mesi di tentativi mirati, condizione che attualmente interessa l’8-20% delle coppie che si trovano in età fertile.

Le cause di infertilità, dai dati recenti del registro Italiano della PMA risultano così suddivise:

  • 35,5% cause femminili (disordini ovulatori, endometriosi, malformazione degli organi sessuali)
  • 35,4% cause maschili
  • 15% cause di coppia
  • 13,2% cause idiopatiche (= senza causa apparente)
  • 1% altre cause

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Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), concluso il primo congresso nazionale a Firenze

Allarme calo nascite, le cause dell’infertilità e Pma in oncologia.

Si è concluso a Firenze il 1° Congresso Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), che nella due giorni 23-24 febbraio ha visto esperti a confronto su un tema, quella della PMA, sempre più attuale e che necessità di sempre maggiore attenzione dalla comunità scientifica. Tra i focus del programma, le regole italiane ed europee per la donazione di gameti e la diagnosi genetica preimpianto. L’evento è stato organizzato dal Prof. Luca Mencaglia, Medico Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Direttore Unità Operativa Complessa Centro PMA USL sud-est Toscana.

CALO NASCITE – Uno degli allarmi emersi  riguarda il forte calo di nascite: secondo l’Istat la popolazione residente al 1 gennaio 2018 scende a 60 milioni 494mila, segnando una diminuzione di centomila persone (-1,6 per mille) rispetto all’anno precedente.

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