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Tumori: parte la carovana della prevenzione

Esami gratuiti per la diagnosi precoce del tumore del seno e del collo dell’utero. Per arrivare dove la prevenzione arriva con più difficoltà.

Sono tre le cliniche mobili che stanno attraversando l’Italia da nord a sud con un unico obiettivo: promuovere la salute femminile offrendo gratuitamente prestazioni mediche a tutte le donne che per età o per altri motivi non rientrano nei programmi di screening previsti dalle regioni. È la carovana della prevenzione, un programma nazionale itinerante di promozione della salute femminile di Komen Italia – un’organizzazione in prima linea nella lotta ai tumori al seno – in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Sky e la Fondazione Johnson & Johnson.

LE TRE UNITÁ MOBILI
La carovana della prevenzione – inaugurata a ottobre 2017 – raggiunge quei luoghi dove la prevenzione arriva con più difficoltà: periferie, aree terremotate, carceri, scuole, conventi e centri accoglienza migranti. In contesti socio-economici più sfavorevoli, l’accesso a prestazioni sanitarie di qualità risultano, infatti, più limitate. L’iniziativa della Komen vuole ridurre queste disuguaglianze offrendo attività gratuite di sensibilizzazione e prevenzione delle principali patologie oncologiche di genere con l’ausilio di tre speciali unità mobili: una di prevenzione senologica, una di prevenzione secondaria dei tumori femminili e una di prevenzione primaria.

“Già molti anni fa la Komen aveva organizzato giornate itineranti di prevenzione con una singola unità mobile di mammografia. Questo progetto ebbe grande successo e per questo – racconta Riccardo Masetti, Presidente Komen Italia e direttore Centro Integrato di Senologia Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – l’anno scorso abbiamo deciso di estenderlo ad altre patologie prevalenti nelle donne e siamo passati a tre unità mobili”.

Mentre la prima, dotata di strumenti tecnologici di ultima generazione, come il mammografo digitale, permette di effettuare tutti gli esami per la diagnosi precoce dei tumori al seno; la seconda, è fornita di uno spazio ambulatoriale per visite specialistiche ginecologiche, ecografie pelviche, Pap-test e altri esami per la diagnosi precoce dei più frequenti tumori femminili.

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Tumore al seno in gravidanza: a Modena una mamma porta a termine la gestazione

Alla 34esima settimana di gravidanza è nato il figlio, sano e di un buon peso (2400 grammi).

A una donna di 36 anni viene diagnosticato un carcinoma maligno in entrambi i seni al quarto mese di gravidanza: presa in cura dalla Breast Unit e dall’Ostetricia e ginecologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Modena – grazie a un protocollo studiato appositamente per il raro caso e a una nuova tecnica per l’asportazione dei linfonodi sentinella – ora è in salute e ha dato alla luce un bambino, che non ha risentito delle cure intraprese dalla madre.

L’insorgenza di un tumore al seno durante la gravidanza è un evento raro, che rappresenta circa il 2% di tutti i tumori mammari.

A Modena una giovane donna, grazie al supporto della Breast Unit modenese non ha dovuto rinunciare alla gioia della maternità. Una sfida affrontata dall’equipe dell’unità integrata per la lotta al tumore al seno guidata dal professor Giovanni Tazzioli – responsabile della Chirurgia oncologica senologica dell’Aou di Modena e del percorso diagnostico terapeutico per la cura del tumore della mammella – con un approccio multidisciplinare, ovvero coinvolgendo gli specialisti non solo di oncologia e chirurgia senologica, ma anche di ginecologia e ostetricia, mettendo sempre al centro le esigenze della paziente.

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Tumore al seno: diagnosi precoce con eco e mammografia

Prevenzione e diagnosi precoce hanno abbassato notevolmente il numero di donne che ogni anno perdono la vita per il tumore al seno. Ecco tutti gli esami da effettuare.

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Ottobre è il mese rosa per la prevenzione del tumore al seno

Rappresenta uno dei tumori femminili più frequenti, con un’incidenza particolarmente elevata soprattutto nei Paesi occidentali e industrializzati. Nel Bel Paese se ne ammala una donna su otto, con una stima di oltre 50 mila nuovi casi l’anno.

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