La fecondazione assistita vista (e vissuta) da «lui»

Che cosa vive, esattamente, il compagno di una donna che sta percorrendo la strada della fecondazione in vitro? Jean Hannah Edelstein, che sta cercando di diventare madre con le tecniche di riproduzione assistita, lo ha chiesto al marito, E., una trentina di anni, come lei, e ancora nessun figlio: lui lo ha raccontato al quotidiano inglese The Guardian. «Abbiamo parlato della fecondazione in vitro molto presto, quando abbiamo cominciato a stare insieme: ha fatto parte della nostra relazione fin dall’inizio. Al nostro primo appuntamento abbiamo parlato di come il cancro fosse presente nelle nostre famiglie. Ho perso mia mamma circa un anno prima che tu perdessi tuo padre, mi hai parlato della sindrome di Lynch e abbiamo parlato di avere figli. Quindi dobbiamo aver discusso anche di questo. Si può arrivare in un posto in tanti modi diversi. Quindi, se avere figli alla vecchia maniera non poteva funzionare per noi, era logico che avremmo preso una strada diversa. Non mi sono sentito affatto prendere dal panico quando abbiamo iniziato con la fecondazione in vitro. Ero elettrizzato. Ho detto ai miei amici e alla mia famiglia che si trattava di notizie eccitanti, mentre tu, a volte, ti preoccupavi che le persone ci giudicassero per questo. […]

Quando la seconda gravidanza non arriva: 5 donne raccontano paure, accettazione e/o rimpianti

“La regola tra moglie e marito non ci mettere il dito dovrebbe essere estesa anche al loro desiderio o alla loro difficoltà di avere figli”, ci dice piccata Alice, 37 anni, mamma di Francesca, 5 anni. “Non avere il secondo figlio può essere una scelta. Nel mio caso non lo è stato. Prima di rimanere incinta di mia figlia ho avuto due aborti spontanei. Quando Francesca ha compiuto quattro anni ho sentito che sia io, sia lei, sia Paolo eravamo pronti per “diventare” quattro. Il concepimento è stato facile, ma la gravidanza si è interrotta dopo cinque settimane. La poesia è passata. Il mio corpo mi ha dato l’ennesimo segnale e la mia testa ha detto basta. Per ora non stiamo cercando di allargarci. In futuro non so. Forse Francesca sarà destinata a essere figlia unica. In questo momento ci sentiamo molto uniti e in tre ci sentiamo completi, ma le domande e le intrusioni delle persone sull’argomento sono ancora una pugnalata”. Ogni donna, ogni uomo, ogni bambina, futura donna, ogni bambino, futuro uomo, ha la propria storia familiare. Voluta o non voluta, intima, molto intima, a volte poco compresa, altre fraintesa. Avere un bambino, soprattutto quando molto desiderato, è la cosa più bella […]

Roma, aperto il primo servizio di fecondazione eterologa del Lazio

Al Sant’Anna di via Garigliano sarà sufficiente prenotare una prima visita ginecologica per infertilità attraverso il cup e recup regionale con l’impegnativa del medico. Accesso alle tecniche consentito a donne che non abbiano compiuto 43 anni. Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti con l’assessore alla Sanità e l’integrazione socio-sanitaria, Alessio D’Amato e il dg della Asl Roma 1, Angelo Tanese hanno inaugurato alle ore 12 il primo servizio di fecondazione eterologa attivo nel Lazio al presidio Sant’Anna, in via Garigliano 55. Una novità dato che a partire da oggi la fecondazione eterologa offerta dal servizio pubblico arriva nella regione Lazio, nella capitale, nelle sedi del S.Anna e del San Filippo Neri che fanno capo alla Asl Roma 1. Si tratta del primo servizio pubblico del centro-sud Italia e di una possibilità in più per le coppie con diagnosi di infertilità che stanno cercando di avere figli e vogliono farlo in una struttura pubblica del Sistema Sanitario Regionale. Un’opportunità in più quindi per i romani che per avere un figlio tramite fecondazione assistita fino ad oggi erano costretti a pagare un centro privato o andare all’estero. Continua a leggere

Louise Brown, la prima bambina nata in provetta, compie 40 anni

È nata il 25 luglio 1978 all’ospedale di Oldham, nel Nord dell’Inghilterra, cambiando la storia della medicina. Ha raccontato la sua vita in un libro, «40 Years of IVF – My Life as the world’s first test tube baby». «Questa settimana è quella del mio 40° compleanno. Come la maggior parte delle persone, probabilmente preferirei non farlo sapere troppo in giro. Ma, in tutto il mondo, il 25 luglio si celebra anche il 40° anniversario della fecondazione in vitro, la procedura che ha portato alla mia nascita». Louise Brown è stata la prima bambina concepita «in provetta». È nata all’ospedale di Oldham, nel Nord dell’Inghilterra, e ha cambiato la storia della medicina. Ha raccontato la sua vita in un libro, 40 Years of IVF – My Life as the world’s first test tube baby, che si può trovare qui. «Una ricerca del mese scorso afferma che otto milioni di persone sono nate attraverso la fecondazione in vitro, da allora. Una mostra al Science Museum di Londra parla di sei milioni: nessuno è sicuro dei dati esatti perché ogni giorno ci sono bambini che nascono attraverso tecniche di riproduzione assistita. Quando sono nata, Patrick Steptoe e Robert Edwards, i due uomini che hanno inventato la tecnica, hanno suggerito che […]

Empty , il progetto fotografico che racconta le storie di chi ha perso un figlio

Su Facebook e Instagram le istantanee di decine di mamme che hanno perso il bambino. Ci sono vuoti che sono difficilissimi da riempire. Nel marzo del 2017 la fotografa Susana Butterworth, 23 anni, ha subito una perdita che ha sconvolto la sua vita. Walter, il suo bambino, è nato morto a causa di una malformazione genetica molto grave, chiamata Trisomy 18. Un lutto che l’ha costretta a confrontarsi con una forma di dolore mai provata prima e che l’ha portata a far nascere un progetto, Empty, destinato a raccontare la storia di quelle donne, di tutte le età, che hanno subito questo tipo di esperienza. Le foto, il vuoto, i buchi nella pancia Tutte le foto sono scattate con la stessa struttura narrativa. La protagonista tiene, all’altezza della pancia, uno specchio, che rappresenta la voragine che si apre nell’animo di una donna quando deve fare i conti con questa improvvisa assenza. “L’obiettivo è quello di tirare fuori quel dolore che attanaglia le persone. Un dolore sempre presente. Reale e che fa male”. La domanda da cui Susana è partita è molto semplice: quanto spesso si parla di questo tipo di perdita? In quali termini? “Al funerale tutti mi parlavano in maniera diversa e […]

«Noi genitori grazie a un test»: 599 bambini nati grazie alla diagnosi preimpianto

Le storie delle coppie che hanno messo al mondo un figlio grazie alle tecniche che permettono di individuare malattie genetiche e cromosomiche. Per la prima volta i dati in Parlamento sulla legge del 2004: i centri che eseguono le indagini sono solo 35 e c’è molta differenza tra regioni. Sono 599 i bambini nati nel 2016 grazie alla diagnosi preimpianto sull’embrione che permette di individuare malattie genetiche e cromosomiche su bambini di genitori malati o portatori sani. Per la prima volta la relazione al Parlamento sulla legge in vigore dal 2004 che regola la Procreazione medicalmente assistita contiene i dati su questa tecnica aperta dal 2015 non solo a coppie infertili ma anche a quelle fertili con patologie genetiche. I centri che eseguono le indagini «sono purtroppo solo 35 di cui 23 privati e c’è molta differenza nell’offerta delle Regioni», denuncia Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni. Continua a leggere

In aumento le coppie che ricorrono alla procreazione assistita, boom dell’eterologa

I bimbi nati con donazione di gameti sono cresciuti in un anno del 142 per cento. I dati contenuti nel rapporto trasmesso dal ministero della Salute al Parlamento. Aumenta in Italia il ricorso alla procreazione assistita. È il dato che emerge dalla relazione annuale sull’attività dei centri italiani trasmessa dal ministero della Salute al Parlamento. Dal 2015 al 2016 le coppie che si sono sottoposte a trattamenti di fecondazione assistita sono passate da 74292 a 77522 e l’incremento è determinato soprattutto dal ricorso all’eterologa e a tecniche omologhe con crioconservazione di gameti. Cresce anche il numero dei bambini nati vivi, da 12836 a 13582. • AUMENTANO I BIMBI NATI CON L’ETEROLOGA Il rapporto del ministero della Salute mostra che in un anno i bimbi nati con fecondazione eterologa sono aumentati del 142 per cento, passando da 601 a 1457. E mentre le coppie che fanno ricorso alla fecondazione omologa risultano in calo, quelle che si sono rivolte alla procreazione assistita con donazione di gameti ha visto una crescita del 121 per cento. Dei  6247 cicli di fecondazione eterologa, 1611 sono con donazione di seme, pari al 25,8 per cento, 2901 sono quelli con donazione di ovociti (freschi e congelati), pari al 46,4 per cento, […]

Tumore al seno in gravidanza: a Modena una mamma porta a termine la gestazione

Alla 34esima settimana di gravidanza è nato il figlio, sano e di un buon peso (2400 grammi). A una donna di 36 anni viene diagnosticato un carcinoma maligno in entrambi i seni al quarto mese di gravidanza: presa in cura dalla Breast Unit e dall’Ostetricia e ginecologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Modena – grazie a un protocollo studiato appositamente per il raro caso e a una nuova tecnica per l’asportazione dei linfonodi sentinella – ora è in salute e ha dato alla luce un bambino, che non ha risentito delle cure intraprese dalla madre. L’insorgenza di un tumore al seno durante la gravidanza è un evento raro, che rappresenta circa il 2% di tutti i tumori mammari. A Modena una giovane donna, grazie al supporto della Breast Unit modenese non ha dovuto rinunciare alla gioia della maternità. Una sfida affrontata dall’equipe dell’unità integrata per la lotta al tumore al seno guidata dal professor Giovanni Tazzioli – responsabile della Chirurgia oncologica senologica dell’Aou di Modena e del percorso diagnostico terapeutico per la cura del tumore della mammella – con un approccio multidisciplinare, ovvero coinvolgendo gli specialisti non solo di oncologia e chirurgia senologica, ma anche di ginecologia e ostetricia, mettendo sempre al centro le esigenze della paziente. Continua a […]

Qualità dello sperma, gli integratori non lo migliorano

Se ne è discusso al congresso Eshre della società europea di riproduzione umana ed embriologia. Secondo uno studio il trattamento non darebbe i benefici sperati. Vitamina C, D3, E, acido folico, zinco, selenio e acetil-L-carnitina. Tutti in una o più compresse prescritte a gogò per combattere l’infertilità maschile e migliorare la qualità degli spermatozoi. Prescritti comunemente dappertutto. Empiricamente. Partendo dal presupposto che se i livelli di antiossidanti sono più bassi negli uomini infertili che nei fertili, una supplementazione può avere un razionale. E invece uno studio americano – doppio cieco, con placebo e randomizzato, quindi incontestabile – dimostra che prescrivere integratori per migliorare l’infertilità maschile non serve a nulla. • LO STUDIO Lo studio – il più vasto nel suo campo – è stato presentato al congresso annuale Eshre della società europea di riproduzione umana ed embriologia dalla professoressa Anne Steiner dell’Università del North Carolina a Chapel Hill (Usa). Sono stati esaminati gli uomini di 174 coppie di otto centri americani, tutti quanti con diagnosi di infertilità: alcuni avevano livelli sotto la norma di concentrazione spermatica (che per l’Oms è uguale o maggiore di 15 milioni di spermatozoi per millilitro), di scarsa motilità (che dovrebbe essere uguale o maggiore del 32%), e di […]

Il futuro dell’ovaio artificiale per conservare la fertilità senza rischi

L’approccio aiuterebbe le donne ad avere figli dopo la chemioterapia senza il pericolo di trasferire cellule maligne. Ci vorranno 5-10 anni perché l’opzione diventi realtà. Avere un figlio dopo un tumore non è impossibile, molte donne sono riuscite a prevenire l’infertilità da chemioterapia con la raccolta di ovociti prima dei trattamenti chemioterapici e la loro crioconservazione o con l’utilizzo di farmaci che proteggono le ovaie durante i trattamenti. Ora si affaccia al mondo della medicina l’ipotesi di una nuova possibilità: la realizzazione di un ovaio artificiale messo a punto da un team di scienziati dell’Università di Copenaghen. I risultati degli studi sono stati presentati al congresso della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (Eshre) in corso a Barcellona. La nuova opzione Sia chiaro, ci vorranno ancora molti anni perché l’ovaio artificiale possa diventare una realtà applicabile in medicina, ma è stato fatto un importante passo in avanti perché l’ovaio riprodotto in laboratorio è in grado di tenere gli ovuli in vita per diverse settimane aumentando la possibilità di avere un figlio anche dopo la chemioterapia o la radioterapia. L’opzione potrebbe essere utile anche per tutte le donne affette da sclerosi multipla e beta-talassemia, pazienti che normalmente si vedono costrette […]